AUTOFAGIA? Nihil sub sole novi!

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  • ondina
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    Grazie Guglielmo Tell
    È un interiore riprova del fondamento scientifico delle nostre pratiche!

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 198

    Grazie Guglielmo Tell per il post con video di ieri: ci riporta a quanto trattato proprio nel Sito qualche anno fa, sotto la voce:”Autofagia: nihil sub sole novi”. In estrema sintesi, il punto di partenza sulle varie riflessioni mediche e non solo comparse nel forum, muoveva dalle conclusioni del Prof. Bergamini, che con il proprio staff di ricerca aveva attenzionato un particolare fattore: roditori da laboratorio, sottoposti a restrizione alimentare, manifestavano maggior reattività in termini salutistici, immunocompetenza e longevità rispetto ai “cugini” alimentati con maggiore generosità. Era stato appurato che il meccanismo del digiuno, presiede ad una equilibrata autofagia, in quanto, la cd. macroautofagia cellulare si innescherebbe prepotentemente se lontano dai pasti, rallentando quando l’organismo risulta impegnato nelle operazioni digestive. Erano stati opportunamente citati anche gli studi pluriennali portati avanti dallo scienziato giapponese Yoshinori Ohsumi, premio Nobel per la medicina anno 2016. Allo stato attuale “dell’Arte”, come pubblicato da Guglielmo Tell, si apprende che un altro scienziato italiano, il dottor Valter Longo, gerontologo e biochimico, scopre una dieta “mimata” che per quanto ho compreso, simulerebbe l’anelata condizione di digiuno, immettendo nell’organismo non più di 1000 calorie al dì, con pochissimi zuccheri e proteine, al fine di attivare i geni protettivi e contestualmente liberare le staminali letteralmente bloccate dall’azione del cibo e da alti livelli di nutrienti. E’ stato scoperto che questo meccanismo di dieta simulata protegge le cellule normali da sostanze tossiche e soprattutto, quello che mi ha colpito guardando più volte il video, è che le cellule tumorali diventerebbero più sensibili all’azione chemioterapica se si pone l’organismo nello stato suddetto. Tornando a noi, autofagia, dalla radicale greca che sta a significare il mangiare se stessi (l’uroboros dell’iconografia classica), uno dei processi fondamentali che permette alle nostre cellule di riciclarsi e rinnovarsi. Processo autoterapeutico di purificazione, rigenerazione e per forza di cose di prevenzione di cui il digiuno, punto in comune alle Tradizioni Sapienziali, ne costituisce la modalità di realizzazione.
    Un caro saluto.

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