AUTOFAGIA? Nihil sub sole novi!

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  • ondina
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    Post totali: 38

    Grazie Guglielmo Tell
    È un interiore riprova del fondamento scientifico delle nostre pratiche!

    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 214

    Grazie Guglielmo Tell per il post con video di ieri: ci riporta a quanto trattato proprio nel Sito qualche anno fa, sotto la voce:”Autofagia: nihil sub sole novi”. In estrema sintesi, il punto di partenza sulle varie riflessioni mediche e non solo comparse nel forum, muoveva dalle conclusioni del Prof. Bergamini, che con il proprio staff di ricerca aveva attenzionato un particolare fattore: roditori da laboratorio, sottoposti a restrizione alimentare, manifestavano maggior reattività in termini salutistici, immunocompetenza e longevità rispetto ai “cugini” alimentati con maggiore generosità. Era stato appurato che il meccanismo del digiuno, presiede ad una equilibrata autofagia, in quanto, la cd. macroautofagia cellulare si innescherebbe prepotentemente se lontano dai pasti, rallentando quando l’organismo risulta impegnato nelle operazioni digestive. Erano stati opportunamente citati anche gli studi pluriennali portati avanti dallo scienziato giapponese Yoshinori Ohsumi, premio Nobel per la medicina anno 2016. Allo stato attuale “dell’Arte”, come pubblicato da Guglielmo Tell, si apprende che un altro scienziato italiano, il dottor Valter Longo, gerontologo e biochimico, scopre una dieta “mimata” che per quanto ho compreso, simulerebbe l’anelata condizione di digiuno, immettendo nell’organismo non più di 1000 calorie al dì, con pochissimi zuccheri e proteine, al fine di attivare i geni protettivi e contestualmente liberare le staminali letteralmente bloccate dall’azione del cibo e da alti livelli di nutrienti. E’ stato scoperto che questo meccanismo di dieta simulata protegge le cellule normali da sostanze tossiche e soprattutto, quello che mi ha colpito guardando più volte il video, è che le cellule tumorali diventerebbero più sensibili all’azione chemioterapica se si pone l’organismo nello stato suddetto. Tornando a noi, autofagia, dalla radicale greca che sta a significare il mangiare se stessi (l’uroboros dell’iconografia classica), uno dei processi fondamentali che permette alle nostre cellule di riciclarsi e rinnovarsi. Processo autoterapeutico di purificazione, rigenerazione e per forza di cose di prevenzione di cui il digiuno, punto in comune alle Tradizioni Sapienziali, ne costituisce la modalità di realizzazione.
    Un caro saluto.

    guglielmo tell
    Partecipante
    Post totali: 71
    garrulo1
    Partecipante
    Post totali: 214

    Caro Guglielmo Tell, riparto dal Tuo ultimo post. Gli studi più recenti non fanno che confermare quanto il rumore sia dannoso per il cervello e per l’intero impianto nervoso, l’organismo comincia a produrre un’overdose di ormoni dello stress che nel tempo, se non “tamponati” adeguatamente e direi consapevolmente, tenderanno a produrre gli effetti fisici più diversi da persona a persona. D’altronde, il silenzio, modalità di digiuno della mente dagli input esterni, è praticato in tutte le Tradizioni, da Oriente ad Occidente. In molti monasteri che ho visitato, ho notato inviti al silenzio man mano che ci si avvicina ai manufatti. Il Maestro Kremmerz, qua e là ne parla in tutti i suoi scritti, nella Porta Ermetica, IV Paragrafo, lo definisce “sacro silenzio”, separa dalla vanità della parola, cosa difficile assai. Prosegue sempre in tale Capitolo, ricordando che “si risveglia nel Silenzio e nella purità dell’innocente questo dio proteiforme….”, ed anche il “Cristianesimo nacque infante cioè non parlante, da cui il simbolo del bambino che regge il mondo”. E’ ancora il Maestro che ricorda nell’Avviamento alla Scienza dei Magi, delle antiche iniziazioni filosofiche precedute da una preparazione del discepolo al silenzio, affermando che “il silenzio dell’ambiente per lo spirito è quasi una astinenza dai cibi indigesti per lo stomaco”. Autofagia davvero in tutti i sensi.
    Un caro saluto a tutti i naviganti

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