Attività delle Accademie Pitagora e Porfiriana

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  • GELSOMINO
    Partecipante
    Post totali: 131

    In effetti a La Spezia , proprio nella giornata di apertura del convegno c’è stato un intervento dal titolo esplicito e al tempo stesso molto intrigante che ha trattato il tema dell’utilizzo del web quale strumento più attuale per la divulgazione della Tradizione Iniziatica .Penso che se il web, strumento di per se neutro, venga utilizzato non solo per finalità commerciali o di basso profilo, ma anche per qualcosa di meglio, ben venga! Tutti ne trarranno giovamento e di sicuro la Tradizione ,che per sua essenza è sempre avanti rispetto ai tempi,non sarà dissacrata per questo , se non nella mente di quelli che non vogliono accettare l’evoluzione dei tempi.

    Buteo
    Partecipante
    Post totali: 211

    Noi, come i leoni e tutti i carnivori, per nutrirci uccidiamo animali e, se proviamo un sentimento di pena per la gazzella che sta per essere sbranata, altrettanta pena dovremmo provare per il vitello che arriverà in bistecca sulla nostra tavola. Facile l’empatia verso esseri che percepiamo simili a noi, assolutamente non immediata verso esseri da noi così differenti come i vegetali, ma forse anche verso uccelli, pesci, insetti.
    Ci siamo mai chiesti se la pianta d’insalata prova dolore quando è sradicata, se soffrono le sue foglie, vive mentre sono masticate, e i chicchi di grano sotto la macina?… Troppo differenti da noi, per poterci immedesimare.
    Ora emerge, lo leggiamo nei post di guglielmo tell (14 nov.) e holvi49 (15 nov.), che la scienza può dimostrare la sensibilità delle cellule vegetali e che tutto in Natura è interconnesso e vivo, cosa di cui la nostra tradizione ha sempre avuto consapevolezza.
    Come risolvere il problema sollevato da Holvi49: ‘a chi si può far del male e a chi no?’, quando è legge di Natura cibarsi di esseri vivi, e quando, proprio perché legge, non è permesso sottrarvisi? Penso che sia opportuna una riflessione.
    È solo degli ultimi 40 anni avere a disposizione cibo in grande quantità. È prodotto in eccesso, pescato, macellato in eccesso, portato sulle nostre tavole in eccesso e buttato. Ed è usanza tutta nuova nella storia dell’uomo e che non ci fa onore. Si lascia nel piatto la mezza bistecca, la crosta della pizza quasi non fosse commestibile, l’olio considerato condimento anziché alimento e tutto quanto è stato messo di troppo nel piatto. Se fino al dopo guerra sarebbe stato un sacrilegio buttare anche un pezzo di pane, ora buttare il cibo è la norma, senza considerare che ciò che ora è cibo per noi, prima era vita, vita animale o vita vegetale, comunque vita. Non solo, la nostra tradizione ci trasmette che tutta la materia ha inscindibile in sé il principio divino: non esiste quindi materia inferiore che l’uomo, anch’egli materia, possa manipolare a proprio piacimento, non esistono, per Natura, esseri ‘da macello’. La Natura tutta si rinnova e rigenera in continuazione cibandosi di se stessa. Saremo anche noi a nostra volta cibo, nella decomposizione post mortem.
    La tradizione ermetica kremmerziana non ci costringe a un regime vegetariano o a regimi alimentari particolari (fatto salvo quanto previsto nei rituali), ci dice di nutrirci di tutto in modo parco, di allenarci a prendere e a non prendere per educare il nostro ‘saturno’. Penso che non parli del macellare o pescare animali a piacimento, del raccogliere frutta verdura e cereali oltre le nostre esigenze, come di una prevaricazione verso la Natura, semplicemente perché a quei tempi ciò non era ipotizzabile, buttar via il cibo impensabile. L’animale macellato o le verdure raccolte erano consumate e utilizzate in ogni loro parte. A quei tempi perché il cibo era prezioso in quanto scarso, oggi così deve essere per il doveroso rispetto verso tutto ciò che vive (la materia tutta) e per gratitudine verso ogni forma vivente sacrificata, per noi ‘sacra’ perché immolata per la nostra vita.

    tanaquilla9
    Partecipante
    Post totali: 668

    Condivido Buteo, il tuo pensiero sul rispetto per ogni forma di vita. Ma certamente non è per mancanza di rispetto che, respirando, inaliamo centinaia di microrganismi o camminando su un prato schiacciamo formiche e altri piccoli insetti. Né lo facciamo d’estate quando impediamo ad una zanzara di pungerci. Spostare l’attenzione, come tu hai fatto, sul sistema economico odierno che impone sfruttamento intensivo, macellazione intensiva, ecc. è una cosa diversa. Persino l’eliminazione della vegetazione autoctona spontanea, ad esempio per coltivazioni di vario genere, si traduce nella morte di migliaia di animali la cui vita era legata a quell’ecosistema e, di conseguenza, è errato credere che l’alimentazione a base di vegetali uccida meno animali.
    Ricordo quando a Montemonaco, anni fa, al Centro Elissa, discutevamo fra l’altro sui libri di Fritjof Capra, sulla visone sistemica della vita e sulla cooperazione di tutti gli organismi. Questo ricordo fa eco a quanto scrive Gelsomino. E’ vero: sono anni che, grazie agli input della Schola, noi ci siamo avvicinati e si continua a farlo ai temi più all’avanguardia e a ricerche su svariatissimi argomenti.

    Macrobio
    Partecipante
    Post totali: 59

    Buongiorno,
    credo che anche il solo avere iniziato ad interrogarsi sulle motivazioni dell’essere carnivori o meno è comunque segno di una sensibilità che (finalmente!) inizia ad arrivare “per li rami” a tutti noi consumatori finali. Poi è da valutare tutti i pro e i contro di un regime rispetto all’altro ma è innegabile che è ormai la medicina moderna consiglia se non un regime totalmente vegetariano (e per molti studiosi vegan) comunque una robusta riduzione di alimenti di origine animale.
    Purtroppo il crescere della popolazione umana sul pianeta sta portando a – direi inevitabili – scompensi per un un uso massiccio di risorse senza considerare poi che solo una piccola fetta dell’umanità usfruisce della maggior parte delle risorse a discapito della maggioranza che ha perfino difficoltà ad accedere all’acqua potabile. Già il riuscire ad intervenire sugli sprechi alimentari (in Italia il 30% di quello che si cucina va nella spazzatura) ed energetici (premiare ed incentivare ad esempio i comuni virtuosi che integrano energie rinnovabili) potrebbe significare molto e una riduzione o urazionalizzazione, ove possibile, degli allevamenti intensivi potrebbe contribuire (pur se non in una modalità decisiva).
    Nel frattempo temo che non ci resti che attendere che Hermes porti in sogno a qualche studioso la chiave di una energia pulita e rinnovabile e che Minerva doni ai capi delle Nazioni la necessaria lungimiranza per scelte per la salvezza del pianeta meno meno scellerate di quelle compiute finora.

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 301

    Interessante e molto articolato il quesito sull’alimentazione vegetariana\vegana proposto da holvie a proposito del mondo vegetale e mi ha suscitato molte domande visto che ogni essere vivente ha in sé il principio vitale intelligente e quindi funzionale a qualcosa e ci si chiede se è giusto cibarsene laddove si crea sofferenza nell’altro. Mi sono chiesta in prima battuta, se l’uomo è nato onnivoro, all’inizio della propria evoluzione, per avere magari più chance di sopravvivenza oppure semplicemente in quanto organismo complesso al vertice della catena alimentare e come tale massimamente articolato; in secondo luogo,se la tendenza al veganesimo\vegetarianesimo è segno di evoluzione dei tempi in senso di maggiore consapevolezza e vuol dire quindi che potremmo cambiare il nostro DNA di onnivori (e confesso che la cosa non mi dispiacerebbe!) e poi c’è il discorso che non volendo arrecare danno e sofferenza a nessuno, significa che noi dovremmo mangiare frutti già caduti dall’albero e\o semi oleosi e poco altro ma questo poco male…saremmo tutti più magri e forse più sani??!!. La funzione quindi della Natura Madre che nutre i suoi figli andrebbe un po’ a ridefinirsi del tutto in quanto Essa è varia e molteplice nelle sue manifestazioni, non univoca, unidirezionale e verticistica ma, come spesso è stato sottolineato, a forma di rete: la Rete della Vita. Credo però che da tutto questo ci possa essere una scappatoia, almeno ideale, che ci viene suggerita da esperienze antiche e moderne dell’Umanità in evoluzione:forse la chiave è sempre la stessa e cioè non dimenticarsi mai che siamo tutti Uno e che alla base di questo principio ci deve essere il rispetto per l’anello della catena del vivente a cui siamo agganciati, gli uni agli altri, a cominciare da come ci relazioniamo col mondo e come utilizziamo le risorse a nostra disposizione, se con l’abuso o con criterio e consapevolezza: ad esempio mangiare la frutta e verdura di stagione, del proprio territorio d’appartenenza, senza aver avvelenato la terra con pesticidi e senza sprecare il cibo prodotto, può equivalere a un atto d’Amore per la Natura anche se dobbiamo strappare un frutto\ortaggio dalla Terra o macellare un animale domestico, geneticamente predisposto a questo dall’inizio dei tempi??
    Gli antichi aborigeni lo sanno bene questo, perchè ancora oggi quando tagliano un albero o uccidono un animale, fanno dei riti di ringraziamento alla Terra Madre(nella Ande prima di cominciare a mangiare o bere si offre un sorso di vino alla Pacha Mama, imbevendo il terreno)…forse è solo questione di tornare a considerare il cibo come un momento sacro, quando di norma si mangia oltre che per fame, per noia, per disperazione in modo distratto o per sfogare frustrazioni di varia natura, svilendo la nostra umanità.. del resto noi abbiamo un rito(l’Agape) che si basa su un pasto virtualizzato da cui nulla viene escluso e infine mi chiedo se un cibo diventa una Tradizione o Patrimonio dell’Umanità (vedi Dieta Mediterranea) in quanto codificata da millenni può considerarsi anche questo un atto terapeutico? E se mangiare così fa bene, può ancora considerarsi in termini di danno o sofferenza? Non ho le risposte ma come dice una nota pubblicità alimentare “Per noi italiani ,mangiare non è solo mangiare” e anche se non sono sicura se viene detto in senso di pregio o difetto, mi viene da pensare che qualsiasi sacrificio se sublimato può diventare un atto d’Amore… forse allora è da qui che dobbiamo ricominciare,rivedendo il nostro modo di pensare e di agire per modificare ciò che siamo anche attraverso il nostro rapporto col cibo. Buon appetito a tutti!

    decla
    Partecipante
    Post totali: 56

    Non si può essere staccati dal proprio tempo, è una regola che diventa ancor più valida nel momento in cui, per patto d’Amore, si sceglie di seguire un percorso iniziatico che vuol dire anche mettersi in gioco, lavorare su se stessi e cambiare, o almeno tentare di farlo, ognuno per le proprie possibilità, tutte quelle sovrastrutture che ci impediscono di crescere ….. in ogni senso …… Per alcuni di noi, io in prima linea, può sembrare difficile, per diversi e svariati motivi, riuscire ad approcciarsi ad una comunicazione telematica, ad esprimersi, o instaurare un dialogo in video con strumenti meccanici ma, se per un attimo ci si sofferma su questa affermazione, si considera subito che è un preconcetto e un atteggiamento completamente errato perché entrare in “rete” nel sito della Schola è qualcosa di molto diverso dal colloquiare nei cosiddetto “social” o avere mille “amici” virtuali …… Partecipare, condividere, ricercare, confrontarsi nel “nostro” sito è solo uno “strumento” in più che ci viene dato per attivarsi e sperimentare quotidianamente e partecipare agli altri il nostro essere miriamici che, come si diceva in un’altra sezione del forum, è una modalità non teorica ma pratica di approcciarsi alla vita di tutti i giorni….. questa ulteriore possibilità non può che essere un aiuto e veicolo di nuovi input che ci vengono sempre donati a piene mani …… l’intelligenza sta nel saperli cogliere …… oltre che nell’onore di poterli cogliere e per poter dire “io c’ero”… solo per un sano orgoglio …. e per cercare di poter essere sempre più partecipi e più consapevoli in questo immenso progetto d’Amore, l’unico, a mio parere, che valga la pena di abbracciare quale tentativo di cambiamento, nella speranza che ognuno, quale piccolissima goccia, possa pian piano, con la propria presenza costante, essere di stimolo affinchè anche altri possano cogliere la finalità di Bene della Schola, attingendo e donando “quell’Acqua Pura” affinchè possa sempre più inondare e rendere più limpido, ogni giorno sempre più, quel mare nero che ci avvolge……. non solo in rete ……
    Un fraterno saluto a tutte/i

    seppiolina74
    Partecipante
    Post totali: 211

    Concordo con Decla sull’opportunità, oltre che sulla necessità, di apportare “acqua pura” in quell’oceano web spesso torbido e ambiguo, che non lascia molta possibilità di spaziare liberamente e limpidamente tra i vari argomenti e, soprattutto, argomenti che possano giovare a tutti. Insomma, ritengo davvero, e per esperienza, che il Forum della S.P.H.C.I. rappresenti il “prototipo” del sito ideale ( mi si conceda questo termine…), perchè utilizza la tecnologia telematica al servizio di una Causa più grande, di un Progetto di Amore che non può escludere , a mio avviso,l’avvicinarsi delle persone le une alle altre, unendole non con argomentazioni personalistiche ( e diciamolo, noiose), ma facendole “ritrovare” su terreni ampi, liberi, utili dove sia possibile esprimere se stessi senza trascendere ( ai linguaggi dei social,vi giuro, non ci sono più abituata: parole pesanti,spesso volgari, concetti e giudizi personali buttati giù con rancore, nonchè vergognosi errori grammaticali!).Nell’ultima riunione accademiale mi ha colpito molto il concetto che è stato ribadito, di come la “missione miriamica” si estrinsechi nei confronti di tutti i bisognosi e i deboli, anche perciò di chi si trova”nascosto”, chissà dove e chissà in quale condizione psico-fisica,dietro al monitor di un computer e che magari cerca un appiglio solido e sicuro per uscire dalla propria condizione di difficoltà. La forza delle Idee di Bene, di Amore, di Salute possono raggiungere tutti …e subito, non solo con il pensiero,un gesto,una parola, ma anche con un sito web, concepito dunque con criteri democratici ed attuali, ma ispirato ad una Sapienza ininterrotta e un Bene antico.

    GELSOMINO
    Partecipante
    Post totali: 131

    Mi riallaccio al post di decla per dire che anch’io penso che la ritrosia ad utilizzare la rete sia un preconcetto , piuttosto che una difficoltà tecnica. Le motivazioni di questa reticenza variano a seconda dei nostri nodi. La mia difficoltà è nel fatto che scrivere sul Forum mi comporta un lavoro , uno sforzo: lo sforzo di riemergere dalla corrente delle occupazioni comuni, con le loro logiche ed i loro meccanismi , e ricentrarmi in me stesso , con la parte più profonda ,quella che mi ha portato alla Miriam, e che preme per andare verso di Lei. L’utilità ed il beneficio di questo “sforzo” non necessitano commenti!
    Sono anche d’accordo sul fatto che questo nostro sito ,aperto a tutti, è , per noi iscritti, uno strumento rituale e come tale va vissuto e sperimentato.

    mercuriale2011
    Partecipante
    Post totali: 152

    Anche io sono d’accordo con quanto avete detto. È proprio vero che dobbiamo vincere le nostre resistenze. Io ad esempio trovavo sempre la scusa con me stessa che non avevo tempo … Aspettavo di tornare a casa e avere la calma di mettermi concentrata davanti al computer e pensare qualcosa che valesse la pena di essere scritto! Poi ho finalmente colto gli input che ci sono stati dati e ho cambiato modalità e approccio. Ho smesso di pensare a cosa scrivere e ho iniziato a partecipare. Ho pensato che i miei figli sono sempre con il telefonino in mano e sono connessi …così finalmente, con fatica, sto utilizzando anche io il cellulare e in questo modo posso ovunque e in qualunque attimo di tempo libero connettermi al Forum. Questo per me è un grande nutrimento e mi da la percezione di essere agganciata sempre più a tutta la Fratellanza
    Un abbraccio

    DARIO
    Partecipante
    Post totali: 1

    Un caro saluto a tutti i fratelli e sorelle ed un ringraziamento per la pazienza e l’amore che il Maestro ci dimostra e che dispensa sempre.

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