In attesa dell’Agape

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  • GELSOMINO
    Partecipante
    Post totali: 118

    Si avvicina il giorno dell’Agape e mi interrogo su questo rito un po’ diverso dagli altri e che proprio per questo mi lascia sempre con il dubbio di averlo compiuto bene. L’aspetto della convivialità ,per chi come me non è particolarmente “evoluto”, non è di facile gestione , nel senso che si scivola facilmente nei canoni del sociale , della festa , del banchetto perdendo di vista il senso vero del momento e del motivo per il quale si è lì.
    E mi ritrovo puntualmente a dover constatare , nonostante le buone intenzioni di partenza , qualche sbavatura.

    m_rosa
    Moderatore
    Post totali: 278

    Nella Pragmatica Fondamentale l’Agape, la cui etimologia deriva dal greco e significa “amore”(fraterno, altruistico), è indicata come “festa annuale, con un pranzo rituale collettivo”. Secondo il Vocabolario Treccani della Lingua Italiana il termine agape si riferisce al banchetto sacro a cui partecipavano i primi cristiani di Gerusalemme “in stretta comunione tra loro e in grande allegrezza” un pasto, dunque, che commemorando l’eucarestia stringeva vincoli di fratellanza nell’intera comunità. Da questa piccola minimale ricerca si evincono alcuni elementi importanti: uno, la tipologia di Amore a cui ci si riferisce: è un tipo di sentimento che, in qualche modo, supera le altre due accezioni di amore dei greci, quella di Eros ( amore per il proprio partner) e Philos (amore di fraterna amicizia), due, che è concetto legato a sentimenti positivi di “festa” e “allegrezza” e tre che è legato a un pasto condiviso.
    Dunque, se dicessimo che l’Agape è un atto gioioso di condivisione di Cibo che veicola Amore che lega sempre più profondamente tutti i partecipanti all’Idea di Bene rappresentata su questa terra dalla Grande Miriam, ci avvicineremmo al suo significato? E soprattutto ci aiuterebbe a viverlo in modo naturale come qualunque altro atto creativo che la Vita genera?

    wiwa70
    Partecipante
    Post totali: 226

    Ringrazio mrosa perché saperne di più aiuta tutti ad essere consapevole di ciò che andiamo a compiere! É interessante ricordare anche la congiuntura astrale di allineamento di Luna e Sole l una di fronte all altro e la Terra al centro…avrà un significato analogico?? Una curiosità dice che la luna piena di agosto per i nativi Indiani d America si chiama luna dello storione (anche luna del grano verde o luna mirtillo )poiché in questo periodo risalgono la corrente per deporre le uova e finire il loro ciclo vitale…pare che la femmina dello storione abbia una vita di 150 anni…che possa essere di buon auspicio anche per chi sta cercando di andare contro la corrente comune alla ricerca della propria fonte originaria!! Buona agape d Amore a tutti i cari fr e sr

    Macrobio
    Partecipante
    Post totali: 40

    Come si legge nella Enciclopedia Italiana Treccani l’Agape era alle origini del cristianesimo un banchetto sacro detto κλάσις τοῦ ἄρτου o fractio panis (Atti, II, 42, 46; cfr. Luca, XXIV, 35; Didachè, IX, 3; XIV,1) durante il quale si benedivano il pane e il vino perciò si può dire che Agape ed eucharistia erano anticamente congiunte nel medesimo momento.
    E sui significati simbolici profondi di pane e vino basti citare solamente quel che scrive il Maestro Kremmerz sul sacramento eucaristico: “[…] il mistero del quale è magico e profondo, più di quanto i dotti ignoranti e i preti stessi non comprendano.” (Il Mondo Secreto, 1898)
    Condividere il cibo in un giorno dalle così particolari valenze astronomiche come il Plenilunio di Solleone anche se – come per molti, me compreso e come afferma Gelsomino – con una non completa coscienza profonda dei meccanismi che a monte innescano tali energie, non preclude comunque il poter fruire delle stesse forze benefiche di Amore tanto che il nostro banchetto è aperto anche ai non iscritti alla Fratellanza i quali, sono convinto, potranno anche loro beneficiare di tale atto che, come assai efficemente annota m_rosa, ci può far partecipare del continuo movimento rigenerativo vitale adombrato dall’atto del condividere il Cibo, Corpo e Sangue della Terra in stato di letizia e… in buona compagnia (cum-panis)!
    Buon Agape a Tutti.

    tanaquilla9
    Moderatore
    Post totali: 452

    Aggiungo solo che in un antico dizionario di scienze, lettere, arti, storia… leggo che i primi Cristiani presero le Agapi dai Terapeuti e dagli Esseni. E’ un rito antichissimo già celebrato dalle antiche fraterie della Magna Grecia in epoca pre-cristiana, così come dalle antiche fratellanze e fratrie di tipo iniziatico.

    ippogrifo11
    Moderatore
    Post totali: 139

    A tutti un caro saluto, con l’augurio di condividere il rito d’Agape ormai imminente in armonia e concordanza di intenti.
    Riprendo la questione, non di poco conto, sul modo più appropriato di approcciarsi a questo rito e sulla facilità con la quale si può scivolare, come nota Gelsomino, “nei canoni del sociale, della festa e del banchetto”. A onor del vero, bisogna ammettere che l’atmosfera di conviviale letizia derivante dalla gioia dello stare insieme possano favorire lo slittamento verso la dimensione del sociale cui accenna Gelsomino, distogliendo così l’attenzione dai significati che sono connessi al rito in quanto, per l’appunto, rito. Personalmente sono convinto che atmosfera gioiosa e spirito di gioviale condivisione della mensa non vadano necessariamente a stridere con la consapevolezza richiesta dall’espletamento di un atto rituale che tale resta perché come tale fu concepito. Ecco, penso che per non perdere le coordinate di riferimento sia sufficiente mantenere costantemente presente a sé la ragione del proprio essere in quel luogo e in quel momento. E la ragione è una e la stessa per tutti: l’appartenenza alla Schola. Che poi vi siano ospiti, beneficati dalla Miriam o semplicemente interessati e “attratti”, questo, a mio parere, non dovrebbe cambiare la sostanza delle cose. La differenza sta nel fatto che gli “ospiti” “possono o non” essere consapevoli del significato del momento, mentre noi non abbiamo, o per lo meno non dovremmo avere, nessun cedimento di consapevolezza.
    Ancora buona Agape a tutti e che la mano benevola delle Superiori Gerarchie si tenda sulla nostra mensa, idealmente e sostanzialmente Una anche se articolata in spazi apparentemente separati.

    Diogenonn–
    Partecipante
    Post totali: 57

    Stimolato dalla precisazione della Direzione sul Solleone, nel thread precedente, ho trovato una spiegazione sul web “Sebbene nell’emisfero nord il riscaldamento solare più alto avviene alla fine di Giugno, le temperature maggiori si raggiungono in media tra fine Luglio ed inizio Agosto. Questo sfasamento è il tempo impiegato dalla temperatura dell’atmosfera per raggiungere l’equilibrio con la radiazione solare in arrivo.”
    Ma mi chiedevo se anche gli antichi egizi soffrissero come noi, particolarmente quest’anno, la grande calura di solleone … ebbene si ! e con effetti talmente devastanti da impietosire Iside che come dicono gli antichi fra cui Plutarco agitando il Sistro gonfiava le acque del Nilo che straripava inondando del benefico limo tutto il suo Corpo, la terra d’Egitto, perché Iside detta anche Sothis ovvero Sirio era la Stella del Cane (la Canicola che ci sta attanagliando in questi giorni) Canicola che per gli Egizi richiamava l’acqua. E sotto questa canicola si sta per celebrare la nostra Agape. Speriamo perciò che le Isiache acque, come quelle del Nilo, ci inondino rendendoci fertili e fruttosi nel nostro cammino evolutivo.

    smeraldo888
    Partecipante
    Post totali: 3

    Ricordate Marcellino, solo pane e solo vino, un minuscolo lettino, Marcellino Marcellin….!!!
    Mi risulta che alle nostre agapi, altro che i mistici pane vino… ci si approvvigiona di tutti i frutti della Terra Madre… noi siamo Italici e pagano-latini e ci aggradano le mense luculliane di Petronio Arbitro… ricordate…

    holvi49
    Partecipante
    Post totali: 91

    Condivido pienamente quanto detto da Ippogrifo e ribadisco che siamo anche “ospiti” in questa particolare assemblea, dove ognuno, nella sua dimensione, può partecipare della Magnifica Elargizione di questo evento. Auguro a tutti di vivere in piena consapevolezza questa Agape d’Amore.

    GELSOMINO
    Partecipante
    Post totali: 118

    Riferendomi al post di Diogenon ( e per una mia necessità di riportarmi a termini concreti per cercare di comprendere più chiaramente ) si potrebbe quindi dire che , quello che materialmente avviene durante il Rito dell’Agape è un trasferimento (veicolato attraverso il cibo che assumiamo ? ), di un’energia, di un lievito che ci aiuti a diventare ” fertili e fruttuosi nel cammino evolutivo ” , ovvero che propizi quanto stabilito nella Pragmatica Fondamentale : “che disperda le tenebre angosciose che si addensano sulle nostre coscienze” , auspicando e favorendo così in noi il percorso verso la consapevolezza e la chiara visione delle cose per quello che realmente sono ?

    Diogenonn–
    Partecipante
    Post totali: 57

    caro Gelsomino col mio post ho voluto semplicemente evidenziare che non è solo attraverso il cibo che viene veicolata l’energia benefica proveniente dal Centro. Energia che si manifesta attraverso tutte le forze sia della natura che siderali.

    • Questa risposta è stata modificata 3 anni, 2 mesi fa da Diogenonn--.
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