Subreply To: Sensazioni e pensiero nella Filosofia Ermetica di Giuliano Kremmerz (prima parte)

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“Dopo tutto ciò mi domando: ma noi, popolo di Miriam, recheremo impressa la memoria di questo nutrimento grande? La trasmetteremo ai nostri figli e ai loro figli? E i nostri discendenti, magari leggendo La Pietra Angolare fra cent’anni, ne verranno risvegliati dal profumo?”
Mi aggancio a queste interessanti riflessioni di Sal: nella rosa delle possibilità perché escludere la più possibile?
Noi ne avremo memoria, perché anche la scienza non fa che affermare che tutto nella biologia ha memoria. Una memoria che diventa un punto di forza: quando non è un passivo vivere di ricordi, è il bagaglio di geni, semi del futuro.
La memoria è una rendicontazione, un’annotazione infinitesimale del tutto che è entrato in contatto con noi, ed è stato parte di noi. Come i figli appunto, che mettiamo sotto il protettivo manto della Miriam affinché li preservi, talvolta da loro stessi e che ereditano il nostro dna.
Ma a questo proposito la parola eredità quale significato può avere in seno all’ottica hermetica evolutiva, se il dare e l’avere, ante e post mortem, è direttamente se non esclusivamente collegato all’io, a quel sé attore e fattore dell’aggancio alla vita dalla quale viene, attraverso l’opera iniziatica, reso cosciente? Un Io (non l’ego) che si attiva per produrre un lento e graduale ritorno all’autonomia, quando sarà finalmente contributore e non parassita del principio vita.
Il primo figlio cui siamo responsabili è in noi stessi e l’eredità del Vero conquistato la lasciamo a lui. E chi sono i figli dei figli, se non gli effetti a catena del nostro fare miriamico, in cui scientificamente la genetica umana, squilibrata e fallace, è rigenerata dalla Genetica Iniziatica, alla quale rimane agganciata e performata da una tintura di Amore indelebile e integrante. I Maestri lasciano in eredità Semi che Essi stessi mettono a frutto in modo tale che sbocciati in fiore irradino aulente e aurata Luce risanante.
La Pietra Angolare Miriamica degli anni novanta, come la Pietra di oggi è la Rosa che sbocciando nella coppa di Miriam, irradia, attrae, mette in fermento le coscienze, quale cassa di risonanza risana, evolve, perché la teoria racchiusa in questi volumi cartacei è cavata da una pratica di millenaria sperimentazione e realizzazione iniziatica (vedi Pragmatica Fondamentale).
Noi, siamo i testimoni dell’attrazione e dell’attivazione che può suscitare un libro in chi lo legge, se il libro è il contenitore di un ‘essenza Bella e Vera. Mi riferisco anche al Mondo Secreto – Avviamento alla Scienza dei Magi del Kremmerz con i Riti di Novembre e di Ariete ivi contenuti. Essi libri funsero da richiamo all’Opera, per me, ma posso dire anche noi, che un bel momento ci siamo più o meno in-coscientemente ricordati di essere già stati con Loro, i Seminatori, Sorelle e Fratelli di questa I-Dea di Bene. Infine ben venga la memoria purificata e rigenerata dall’Hermes che nell’oblio delle brutture ritrova la bellezza della vera Vita in Miriam.
Auguri a tutte/i.
Original author: fulva11

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