Subreply To: S.P.H.C.I.

Buteo
Partecipante
Post totali: 146

8 marzo 2013 Corriere della Sera (p.35): “.. Norvegia e Svezia assicurano ai loro neonati rispettivamente 100 e 68 settimane di congedo per maternità” .. “ divisibili fra madre e padre” .
9 marzo 13 Corriere della Sera (p.28): Marco Del Corona ‘La paternità impossibile’ : “..generosa disponibilità di padri .. pronti a chiedere il congedo di paternità” che “fa bene a tutti” .. “perché la coppia va fatta sopravvivere allo sconquasso di un bimbo che arriva e si installa in casa, vorace di cura” (è così che vivono i neogenitori italiani la nascita del loro figlio?). Padri “sfavoriti dal penalizzante accordo retributivo” che inoltre “pagano diffidenza e stupore. Quasi che la cura dei figli fosse poco virile”.
‘La cura dei figli’, e qui si parla del bimbo piccolo, non è ‘poco virile’. Non è compito del padre: la cura del bimbo piccolo, il maternage, non è in Natura affidato al maschio.
Ogni mammifero si accresce nell’utero materno. L’embrione, poi feto è nutrito dai metaboliti prodotti dalle cellule materne. Quando nasce, ogni mammifero è nutrito dal latte e il latte è prodotto dalle cellule della madre: vuol dire che il mammifero, una volta nato, non può sopravvivere senza il corpo della madre, che è fonte del suo nutrimento e della sua protezione. Il lattante (animale o umano che sia), entra in simbiosi col corpo della madre, o di una femmina che gli faccia da madre, per un periodo di tempo, differente per ogni specie, stabilito dalla legge naturale. E la madre accompagna i suoi cuccioli fino al raggiungimento di quell’autonomia, che consente loro di essere individui capaci di provvedere a sé. La madre è in Natura colei che trasmette al figlio quel bagaglio di conoscenze, indispensabili per la vita.
Mi si dica, per favore, perché la società spinge le donne, uniche femmine, in questo mondo a noi conosciuto, a chiedere di derogare a questa legge, che è la legge che le qualifica tali? E perché ciò è espresso con tale vigore proprio l’8 marzo, giornata dedicata alla donna?
Perché la società vuole delegare al maschio la funzione che a lui non appartiene? E perché il maschio umano vuole appropriarsene? Perché la donna è spinta a rinunciare alla procreazione? Procreazione che non si esaurisce nell’atto della messa al modo: un neonato lasciato a sé muore. Gli occorre il corpo della mamma o un corpo femminile che gli faccia da mamma per sopravvivere prima e per vivere dopo.
Rivediamo, se volete, il film ‘Profumo di donna. Storia di un assassino’ cercando di resistere fino alla fine. Lì è magistralmente espresso cosa succede a un individuo che riesce a sopravvivere nell’assenza totale di amore della madre e guardiamo di cosa va in cerca alla fine e, poi, come finisce. Lì è racchiusa la chiave di lettura di efferati omicidi, che tali non sono nella mente di un essere a cui il mondo non si dischiuso attraverso gli occhi e il cuore della madre.
Poi, per cortesia, se volete, fatemi sapere.

Iscriviti alla Nostra Newsletter

Normativa Privacy