Subreply To: Libertà e libero arbitrio secondo l’Ermetismo di Giuliano Kremmerz

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Buteo
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“La riproduzione è una componente necessaria della vita di un organismo. Tutti gli animali appartenenti a specie che si riproducono sessualmente hanno avuto due genitori che si sono riprodotti con successo, poiché è questo l’unico sistema per passare da una generazione alla successiva. Tuttavia, il riprodursi con successo non implica necessariamente l’esistenza delle cure parentali. Molti animali, specialmente tra le specie marine, si limitano a diffondere i propri prodotti sessuali (uova e spermatozoi) nell’ambiente circostante, dove le uova fecondate potranno svilupparsi con maggiore o minore successo senza mai venirne a contatto con i propri genitori. Tale strategia è utilizzata, per esempio, dalle aringhe, e si situa a uno dei due estremi di un continuum che comprende una grande varietà di strategie riproduttive, che vanno dal rilascio di molti minuscoli prodotti sessuali senza alcun contatto tra genitori e prole al contatto protratto nel tempo in cui le cure parentali prolungate sono rivolte a pochi individui di grandi dimensioni. Quest’ultimo caso è tipico dei mammiferi, incluso l’uomo, e degli uccelli, ma è comune anche nei vertebrati inferiori e in alcuni invertebrati.”( Fritz Trillmich, Rudolf Diesel)
Anche da parte mia nessun giudizio.
Solo l’osservazione che l’uomo fa proprie modalità di comportamento di altre specie, in questo caso filogeneticamente lontane. Sì, nel caso umano la dispersione di gameti, fecondati o meno, non avviene in ambiente acquatico (dove la maggior parte dei prodotti sarà cibo per altre specie animali e solo in piccola percentuale supererà tutti gli stadi evolutivi fino a raggiungere la capacità di riprodursi) ma in contenitori ben protetti.
E osservo che la società contemporanea pone grande attenzione alla tutela di ogni diritto, ove il diritto sia reclamato da un soggetto adulto in grado di esprimere e far valere i propri desiderata.
Quale sia il diritto dei gameti, cioè di uovo e spermatozoo, che, se accoppiati ancorché ‘artificialmente’, daranno origine a un essere umano, e, quindi, quale sia il diritto di quell’essere umano che avrà vita, non pare d’interesse per la società. Esiste forte il diritto di una coppia sterile. Qualcuno si chiede se l’essere umano abbia il diritto di venire al mondo secondo le leggi naturali, considerando soprattutto il fatto che a venire al mondo sarà un bambino totalmente indifeso e totalmente dipendente? E, soprattutto, privo di strumenti che gli consentano di pensare un proprio diritto e di reclamarlo.

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