Subreply To: La differenza tra ascetismo, misticismo e preparazione ermetica – III parte

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“Tutte i recenti ritrovamenti cinesi, risalenti all’inizio del periodo Cretaceo (circa 150 milioni d’anni fa), ed in special modoSinosauropteryx, sembrano provare inconfutabilmente che piume e penne (o, come minimo, le strutture dalle quali esse derivano) apparvero ben prima degli Uccelli. Molto probabilmente lo strato di proto-piume che ricopriva interamente il corpo di questi antichi teropodi serviva ad aumentare l’isolamento termico e a garantire una temperatura corporea costantemente elevata, assai importante in animali molto attivi e di piccole dimensioni (oggigiorno, parallelamente, i mammiferi più piccoli hanno il pelame più fitto mentre quelli di maggiori dimensioni, come gli Elefanti, i Bovidi o i Cetacei, possono esserne addirittura sprovvisti). Sicuramente, anche le penne hanno cominciato ad evolversi (probabilmente come strutture di comunicazione visiva, utilizzate nei rapporti interspecifici e durante le parate nuziali) ben prima che gli Uccelli veri e propri le utilizzassero per spiccare il volo”.
Lo sostiene Igor Festari, dottore in scienze naturali, e fra i principali esperti tra i birders italiani.
Jeremy M.V. Rayner dell’Università di Bristol dimostrò, alla fine degli anni ’70, come il battito d’ala di Uccelli e pipistrelli produca una serie di vortici a ciambella, i quali spingono l’animale in avanti durante il volo battuto. Successivamente, i paleo-ornitologi Pandian e Gauthier dimostrarono che, negli Uccelli, il movimento in grado di generare tali vortici si basa fondamentalmente sulla stessa flessione laterale della mano utilizzata anticamente dai teropodi maniraptor per catturare e bloccare la preda. L’alterazione della struttura ossea della spalla (che aveva modificato l’angolo di articolazione dell’omero in modo che quest’ultimo puntasse decisamente più di lato che non verso il basso o all’indietro) e la mutazione di forma del carpo (che divenne simile ad una sottile mezzaluna) trasformarono il movimento dell’arto superiore e lo resero idoneo al battito d’ala.
Tutto ciò, considerando che da millenni l’uomo prende aquile e colombe, farfalle e colibrì a simbolo dell’ascenso spirituale, fa pensare che pure l’essere umano possa giungere a trasformare la propria struttura fino a ‘mettere le ali’ solo se spinto da una vera quanto profonda esigenza, tale da indurre il cambiamento e da portarlo a fissarsi nel proprio DNA e in quello della sua specie.
Per questo non si sarà mai abbastanza ri-conoscenti a Chi, col proprio esempio costante, ‘educa’ e sospinge a sviluppare la giusta spinta capace, sul lungo periodo, di generare il volo.
Original author: filosobek

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