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Accademia Giuliana
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Nella lettera numero 40 di Giuliano, Imperatore e filosofo, questi recita: “Esculapio non guarisce gli uomini per speranza di ricompensa, ma lo spirito filantropico che lo anima è la scienza stessa che l’aiuta a spandere ovunque i suoi servigi”.
Asclepios, romanizzato in Esculapio, era figlio di Apollo come sua sorella Panacea, mentre la di lui figlia Igea era preposta alla salute sia individuale che collettiva. Asclepios istituì degli ospitali che furono anche templi in quanto la sua Schola era insieme curativa del corpo e della psiche.
Fra i Greci antichi religione e medicina avevano forti legami con il mito. Omero, vissuto secondo gli storici approssimativamente intorno al IX – VIII secolo a.C., descrisse il mondo miceneo di quattro secoli avanti presentandoci dei e semidei la cui specifica virtù tutelava la salute. In tutto il periodo storico narrato nell’Iliade (vedasi es. Iliade, canto XI) la Medicina appare mutuata da dei o semidei la cui tradizione insegna ad usare “succhi di erbe per lenire piaghe” e “farmachi blandi, miracolosi per tergere il livido sangue”. Ed ecco che il centauro Chirone istruisce all’arte medica vari discepoli fra cui Achille (che la trasferirà a Patroclo) ma pure Ercole, Enea, Teseo, Diomede…
Si legge ne la “Storia della Farmacia: dalle origini al XXI secolo” di GianCarlo Signore che i pazienti dell’epoca erano predisposti alla terapia entro un sanatorio dove il malato, ripulito e sottoposto a specifico regime alimentare, era indotto a sognare la propria cura. Accanto a loro strisciavano i serpenti, quegli stessi che l’iconografia associa ad Esculapio e ad Ermete.
Nel libro “Storia, filosofia ed etica generale della medicina” di Angeletti e Gazzaniga, viene evidenziato come i templi dedicati ad Esculapio presentino caratteristiche comuni: “un luogo dedicato al culto e alle offerte, una fonte sorgiva, un edificio in cui si svolge l’incubatio, un anfiteatro per i riti collettivi, uno iatreion dedicato all’esercizio dell’arte medica vera e propria”. Anche Julien Ries in “Le costanti del sacro: Mito e Rito” coglie il fatto che vi sia “combinazione costante tra incubazione e processi medici, tra medicina sacra e medicina scientifica”.
Nei lavori svolti presso l’Accademia Giuliana, e come pure riportato nel suo primo Quaderno, è emerso che Esculapio fu simbolo del Sole all’equinozio d’autunno e 13° segno dello Zodiaco.

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