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admin Kremmerz
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Leggo che a Milano è stata inaugurata una mostra intitolata LA GRANDE MADRE e dedicata al potere generativo della donna nell’arte e nella società. “In molte civiltà antiche la Dea Madre era spesso una divinità protettrice dei raccolti e della terra, quindi la fertilità e la nutrizione si legano intimamente alla figura della madre, non solo a livello individuale, ma anche sul piano della religione e della cultura” spiega il curatore Massimiliano Gioni diventato padre proprio in questi giorni.
Ricordo una osservazione del Maestro M.A.Iah-hel a proposito della maternità: rilevava che la madre diventa tale in un percorso graduale già da quando è gestante mentre il padre inizia a riconoscersi tale solo quando materialmente la vita si manifesta, a parto avvenuto.
Negli anni ho molto riflettuto su questo punto, palese quanto significativo.
Ora, le immagini oggetto della mostra di cui sopra – che considerano la maternità in tutti i suoi aspetti, vista sia dalla donna che dall’uomo – riconducono forzatamente a una visione di come la madre ‘appare’ e non possono evidentemente che solo ‘indicare’ ciò che la madre, una madre ‘è’ focalizzandone ora l’uno ora l’altro aspetto. Diceva Kremmerz – “per conoscere ciò che è la cosa, bisogna essere la cosa stessa. Se tu in magia vuoi conoscere che cosa sia il cavallo, bisogna che tu ti senta cavallo. Se invece resti bue e io ti parlo del cavallo, tu non capirai”.
Così, per conoscere ciò che è essere madre bisogna diventare madre. Bisogna vivere in simbiosi con ciò che si coltiva. Quando i contadini cominciarono la loro esperienza di agricoltori impararono a temere ogni grandinata e ogni siccità come se ghiaccio e arsura toccassero direttamente loro e non le piantine in germe, i virgulti sbocciati, le frutta ancora verdi o mature in attesa di finire nel cesto.
Essere madre è amare la vita per la vita, e trovare bellissima anche l’albicocca ammaccata come il bimbo Down, i limoni opachi e non trattati come il neonato ancora coperto di sangue.
E mi viene da osservare che nei confronti della Natura siamo tutti come i papà: guardiamo quanto Essa partorisce e ci viene data l’occasione per stabilire un rapporto. Ci sfugge se e come abbiamo partecipato alla creazione e spesso abbiamo la tendenza a cercare in quanto vediamo solo ciò che ci somiglia, senza considerare tutto il resto.
Original author: fler95

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