Reply To: S.P.H.C.I.

admin Kremmerz
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I Quaderni delle Accademie appaiono per la prima volta in tanti anni di vita della Schola. Sui timbri – i tanto canzonati timbri dai volgari considerati poco più che mezzucci per pavoneggiarsi – viene sollevato il velo che li copriva e, per il lavoro paziente degli appartenenti alla Schola emerge, per quanto possibile all’intelligenza dei tramiti, l’Idea che li ispirò nel momento della costituzione delle Accademie.
E c’è qualcosa di grandioso in questo insegnamento antico, maieutico, assolutamente rispettoso delle qualità e delle prerogative di ciascuno e ciononostante classico, immutabile pur nella sua adattabilità ultramillenaria.
La Direzione, che ha ispirato lavoro e modalità, ancora una volta dimostra come il linguaggio sincretico ed ermetico abbia valenze che non possono essere confuse con i cerchietti inchiostrati della profanità, e come nulla sia lasciato al caso o al ghiribizzo di un momento. Tanto che mi domando come sia possibile non intuire, nell’Associazione culturale, proprio l’aspetto colturale e con esso l’enormità della Tradizione che la muove, la Sua saggezza senza tempo non accentrata né accentrabile in questo o quel Maestro, per quanto grande fosse o sia, riconducibile invece a un Centro di cui è emanazione…
Come pensare e scrivere ancora oggi, dopo tante evidenze, che questo o quel tizio sono i discendenti di Kremmerz, confondendo il ramo con la pianta e pensando che qualche foglia secca conservata in una teca valga quanto l’Organismo vivente che quella foglia aveva prodotto: verde e vegeta e nel contesto del fogliame?
Nei Quaderni si sente il respiro di Pitagora, con le sue numerose valenze nella misura degli astri, dei ritmi, della Natura; si ode l’eco incantatrice di Virgilio, legata ai frutti del lavoro e ai semi del sapere, e si assumono il sincretismo tentato da Giuliano filosofo e il nutrimento rituale e purificatore narrato dall’esperienza Sebezia. E chissà quante e quali cose ancora in arrivo col lavoro dell’Accademia Porfiriana e con i futuri Quaderni! Tutto originato, legato, sancito da quel programma di lavoro e dal segno di quei timbri, facce infinite di una medesima stella a nome S.P.H.C.I.
Guardandomi intorno, invece, vedo lo slittamento continuo di tanto sforzo intellettuale che come la frizione di una macchina vecchia non riesce ad agganciare la marcia seguente e mi rammarico che non possano godere di tanta utile bellezza. In fondo, basterebbe poco: appena due passi senza orgoglio, due minuti senza farsi prendere da tutte le vicende nostre e pensando al Nulla da cui veniamo e cui ritorneremo. Solo due minuti e già percepiremmo l’aria pura di una Verità senza padroni venire dal contenitore voluto e creato perché quell’aria pura circolasse ancora e sempre, in pro di una Salute la cui percezione è già Luce di per sé.
Original author: sal

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