Reply To: S.P.H.C.I.

ippogrifo11
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Scartabellando fra i ricordi di vecchie carte e di riviste più o meno datate, mi è venuta in mente quella che deve il titolo al mitico uccello di imprecisata ubicazione geografica, “La Fenice”, a proposito del quale, sotto lo pseudonimo di Belfegor, il Maestro Benno – Delegato Generale della Fr+ Tm+ di Miriam tra il 1947 e il 1951 – scriveva: «Nel simbolo della Fenice stanno la chiave e la parola di passo per comunicare con l’OCCULTO SINEDRIO, la cui Gerarchia non si estranea dai suoi dipendenti ed è la sola DOMINANTE.
Pertanto, chi non sia un venditore di fumo, o uno dei tanti ciarlatani che infestano noiosamente l’approccio ai confini del sacro recinto, ha il dovere di invitare i preparati a non rivolgersi vanamente all’oriente o all’occaso, ma a stabilire il proprio, indistruttibile contatto. Allora soltanto, sapranno se trattisi di un cavo transatlantico o di un filo della tessitrice Aracne, avranno risposta ai loro molti pensieri che, sotto l’aspetto di iridate farfalle o di notturne falene, vanno sciamando intorno ai consapevoli [corsivo mio], e capiranno pure perché fanno una grandissima pena».
Mi è venuto da rflettere che se già i “preparati” con i “loro molti pensieri” “fanno una grandissima pena”, cosa dire allora, non dei venditori di fumo, personaggi sul cui squallore non vale la pena di spendere un solo istante, ma dei “cercatori di fumo”, di quelli cioè che, come se giocassero con una porta girevole, entrano ed escono per non aver trovato di che dare sostanza alle proprie velleitarie e fumose aspirazioni. Non fanno anch’essi una grande pena?

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