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Originariamente postato da cerere6012
Il 05 Novembre 2012 alle ore 13:46

Per anima critica.
Cercherò, nei limiti consentiti da un post di rispondere sulla base della mia esperienza alle sue domande, mettendo per un attimo da parte, come già suggerito dalla Direzione in una sua precedente risposta a lei rivolta, la nostra logologia interna.
1 – (Qual è il senso dell’evoluzione singola nel contesto di una umanità che pare muoversi con una lentezza tale da lasciare ben poche speranze all’ipotesi di una evoluzione collettiva e globale?)
Innanzi tutto va precisato che scopo della Schola ortodossa del Kremmerz non è un progetto salvifico né messianico coinvolgente l’umanità in un unico percorso evolutivo globalizzante. Che poi, l’evoluzione del singolo in quanto parte di una collettività, possa giovare in teoria e in pratica al contesto in cui vive e al piano in cui agisce e interagisce, appare abbastanza ovvio e ormai coralmente accettato dal buon senso comune e da svariate branche della scienza odierna.
2 – (Se è vero che il DNA umano è praticamente immutato da diecimila anni a questa parte, non vi pare che, soltanto per porre la prospettiva di un progresso generalizzato in senso evolutivo, bisognerebbe che accadesse qualcosa di veramente significativo e tale da venir registrato nel codice genetico dell’intera specie?)
Anche se, da quanto mi risulta, determinati processi trasmutatori propri alla tradizione ermetico-alchemica, giungano a modificare il DNA di chi li pratica – ma sempre, ben inteso, in sintonia con le leggi biologiche e fisiologiche della Natura erroneamente considerate limitate o limitanti solo perché ignorate o non ancora scientificamente attestate – ciò comunque comporta l’accelerazione evolutiva del singolo e non, tout court, della specie umana: simili ipostesi di “mutazioni genetiche” della specie vanno circoscritte, a mio avviso, all’interno della letteratura e cinematografia fantascientifiche! Infatti, l’ermetismo filosofico rivolge la sua attenzione all’integrazione dei poteri psico-fisici e delle virtù note o ignote ma già presenti nell’uomo al momento in cui inizia tali processi in modo volontario e cosciente e attraverso gli strumenti e i mezzi che la Tradizione iniziatica gli fornisce. Perciò, in ambito iniziatico, non sono contemplati accadimenti che esulino dal controllo dell’iniziato-praticante e della scuola cui appartiene, né motivazioni escatologiche che possano influire, sia in senso incentivo sia in senso ostativo, a trasmutazioni repentine e occasionali tali da essere a livello genetico allargate a tutta la specie umana: diversamente, basterebbe un solo iniziato o “illuminato” per far progredire, o un unico essere immondo o “bruto” per far regredire, tutti gli esseri viventi sul nostro Pianeta e nell’Universo!
3 – (Se il teorema ermetico prospetta questo tipo di soluzione, perché privilegiare, come mi pare facciate voi, il concetto di ente collettivo (Scuola, catena), per altro agganciato a un Ordine che, proprio perché tale, è anch’esso una entità collettiva, in luogo di privilegiare, sic et simpliciter, l’individuo in quanto tale?)
Primariamente va precisato che nei processi evolutivi contemplati nella tradizione ermetica della Schola non esistono “privilegi” di sorta, bensì un patto d’onore – e d’Amore per la Vita, la Scienza e la Verità – liberamente stipulato fra i Vertici della nostra organizzazione e il richiedente. Patto per il quale reciprocamente ci si impegna da una parte (quella dei Vertici, rappresentati, nei vari momenti storici, da persone fisiche o Delegati Generali), a trasferire gli strumenti e i mezzi tradizionali idonei ad accelerare i processi evolutivi del singolo ove scelga di ortodossamente praticarli, e dall’altra parte (quella del richiedente o Novizio) a mantenere detti strumenti riservati e a dirigerne gli esiti evolutivi alla sola ed esclusiva finalità terapeutica di bene prevista nel patto stesso. Quindi, se da una parte gli strumenti e i mezzi vengono trasferiti esclusivamente per gli scopi dichiarati e sottoscritti, dall’altra non potranno che essere utilizzati esclusivamente per gli scopi anzi detti. Questo trasparente imprimatur e l’impegno di reciprocità che ne consegue fin dall’atto d’iscrizione alla nostra Schola, non può consentire a NESSUNO interpretazioni diverse e funge anzi da garanzia per entrambe le parti contraenti: qualsiasi altro utilizzo o scopo di quanto trasferito dai Vertici o praticato ad libitum dagli appartenenti, verrebbe nullificato automaticamente giacché non corrispondente ai termini sanciti nel patto. Ciò ovviamente senza danno alcuno per il contraente che non fosse responsabile dell’interruzione del patto stesso, ma con l’ipotesi che si possa venire a creare un “debito d’onore” nei confronti della Schola, come entità collettiva, da parte di chi al suddetto patto sia venuto meno.
Da ciò anima critica potrà facilmente dedurre che nella Schola Hermetica di Giuliano Kremmerz, come tra l’alto è stato da sempre ribadito, il percorso evolutivo è individuale per quanto concerne la sua libera attivazione e gli esiti da conseguire, ma non può che rientrare nella finalità terapeutica ed evolutiva di Bene che lo collettivizza quale esplicazione e applicazione di tutta la catena iniziatica, spersonalizzandone automaticamente gli esiti egoici in virtù del patto inizialmente e liberamente stipulato.
Buona settimana a tutti.

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