Reply To: Medicina tradizionale: la Lunazione di agosto

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Ringraziamo il Fratello medico per l’integrazione alla Lunazione di Agosto che di seguito si riporta:

A proposito di zolfo…
Lo zolfo è un metalloide abbondantemente presente in natura allo stato nascente (nei terreni di origine vulcanica) o sotto forma di solfuri (pirite, galena) o solfati (gesso, barite). Nei tessuti biologici umani è presente nella costituzione di due aminoacidi, cisteina e metionina, presenti in molte proteine come la cheratina, importante costituente di cute, unghie e capelli. Si trova nella costituzione di vitamine del gruppo B come la B1 e la B8, nel fegato in cui è indispensabile nei processi di disintossicazione e nella formazione della bile, nell’insulina indispensabile al metabolismo del glucosio, nelle articolazioni, in molti enzimi vitali.
Gli alimenti più ricchi di zolfo sono uova (che ne hanno il più alto contenuto), legumi, cavoli, gemme di grano, carne, pesce, molluschi bivalve, formaggio e latte.
In omeopatia è uno dei principali policresti, tipico della diatesi psorica e della costituzione sulfurica ma si adatta a tutte le costituzioni e ai soggetti con temperamento sanguigno. Caratteristiche della diatesi psorica sono la frequenza di patologie della pelle accompagnate da prurito, un atteggiamento mentale ansioso e tendenzialmente depresso, cefalea e riniti, cattive abitudini alimentari e igieniche con lento e progressivo affievolimento della reattività.
Il soggetto sulphur tende ad auto-intossicarsi per scarsa capacità di espulsione delle tossine attraverso cute, polmoni, fegato e reni e manifesta quindi patologie croniche a carico di questi organi soprattutto della pelle.
Pertanto il soggetto Sulphur può presentare tipicamente problemi di insufficienza renale, infezioni delle vie urinarie, epatomegalia (fegato ingrossato), stasi a livello della vena porta (è la grossa vena che convoglia nel fegato il sangue proveniente dalla milza e dalla porzione sottodiaframmatica del tubo digerente) con congestione epatica ed emorroidi, stasi della vena cava inferiore (è la grossa vena che drena verso il cuore il sangue che ritorna dalla metà inferiore del corpo) con varici alle gambe, adeniti acute e croniche (infiammazione dei linfonodi), suppurazione dei tessuti, eretismo cardio-circolatorio, ipertensione, problemi digestivi, patologie respiratorie.
Ma il vero punto debole di Sulphur è la pelle, che com’è noto è una delle principali vie di eliminazione delle tossine ed alla quale arrivano, nello stato di intossicazione generale in cui si trova il soggetto, tutti i rifiuti e le sostanze tossiche non eliminate altrove. La pelle pertanto si presenta malsana, secca, rugosa, raggrinzita e dominata da varie affezioni con eruzioni ed eczemi, oltre che da una sudorazione abbondante e fetida. L’odore sgradevole delle escrezioni è una delle caratteristiche di Sulphur, riconducibile a tutti i composti solforati, quali ilsolfuro d’idrogeno (H2S).L’andamento della sintomatologia è lentamente ingravescente e sempre lentamente si manifesta la guarigione. Caratteristica è la sensazione di bruciore e di calore che accompagna la sintomatologia e l’alternanza dei sintomi che testimonia l’altalenante presa in carico dell’intossicazione da parte di uno degli organi emuntori.A seconda della velocità delle reazioni di ossidazione che intervengono nei processi di disintossicazione i soggetti sulfurici vengono divisi in magri ossigenoidi (che hanno un alta velocità di ossidazione e accumulano pertanto grandi quantità di scorie metaboliche) e in grassi pletorici ( con lenta velocità di ossidazione e segni di accumulo di tossine).Dal punto di vista neurologico il soggetto sulphur è per lo più apatico e trasandato, fino allo stato depressivo. A volte appare come un megalomane o preda di manie religiose. Spesso soffre di vertigini e di cefalea nevralgica di tipo congestivo. Non sopporta il calore, soprattutto quello all’interno di un ambiente chiuso. Ha sete intensa. Ha desiderio o ripugnanza per alcune categorie di cibo, a seconda del loro contenuto di zolfo: in effetti poiché è turbato il metabolismo dello zolfo, l’organismo non sa più trasformare e assimilare gli alimenti solforati, ossia quelli ricchi di proteine, per i quali proverà un’avversione (es. carne e latte), mentre al contrario sarà attirato da glucidi e lipidi che sono privi di zolfo (es. alimenti zuccherati, grassi animali e vegetali).
Il Sulohur omeopatico agisce aumentando i processi di eliminazione delle tossine prodotte dall’organismo, accumulatesi eccessivamente, come abbiamo visto, per un’alterazione del metabolismo dello zolfo, al punto tale da determinare progressivamente uno stato di intossicazione generale. In questo modo Sulphur elimina, depura, purifica. E’ questa in sintesi la semplice chiave di lettura del rimedio. Sulphur è il “netturbino”, l’operatore ecologico dell’organismo che spazza via i rifiuti tossici mantenendo pulite tutte le strutture cellulari. Sulphur quindi «fa uscire» le tossine, per cui il rimedio agisce secondo una “tendenza centrifuga”, cioè dall’interno all’esterno dell’organismo.Il rimedio è utilizzato anche come “rivelatore dei sintomi”, quando ad una malattia non corrisponde alcun rimedio ben definito, quando cioè i sintomi della malattia non sono ben marcati: in tal caso Sulphur fa apparire qualche caratteristica che indica il rimedio da somministrare.E’ usato anche quando l’ammalato si trova nel cosiddetto “stato psorico”, cioè quando egli dimostra scarsa reattività alla cura di un rimedio, seppure ben scelto e correttamente somministrato: in tal caso Sulphur rimuove l’ostacolo e consente al rimedio di agire.E’ altresì adoperato, dopo una malattia, per eliminare le tossine residue presenti nell’organismo o quando il paziente tarda ad entrare nella fase di convalescenza.Si ricorda di utilizzare basse diluizioni ( 5-7-9 CH) per problemi di recente insorgenza e diluizioni maggiori (30 CH) per quelli cronici. Si consiglia in ogni caso di utilizzare la minore diluizione possibile per evitare riacutizzazioni fastidiose.
Il pesce bianco è quello considerato magro perchè contiene una quantità di grassi uguale o inferiore a 10 grammi per 100 grammi di alimento crudo. Includiamo nella categoria orata, sogliola, spigola possibilmente pescati e non allevati, in quanto il pescato fresco ha maggiori percentuali di acidi grassi polinsaturi, quelli “buoni” per intenderci, come gli omega3. Ed anche il polpo, pur non essendo un pesce, ha un basso contenuto di grassi nocivi.
Quanto ai legumi freschi mi pare che i fagiolini e i fagioli borlotti siano ora presenti nei mercati, mentre di erbe da lessare c’è una scelta vasta e variegata a seconda della regione in cui si vive. Buona luna a tutti!

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