Reply To: Le antiche tradizioni sapienziali e i Misteri egizi traghettati dal Kremmerz nella S.P.H.C.I. II parte

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“Se l’Urbe occulta conobbe in eredità etrusca e greco-egiziana gli arcani della scienza della psiche umana, la mitologia poetica dei nostri progenitori non può aver celato le verità di una scienza concreta dello spirito dell’uomo?”
Questa frase –illuminante! – di Kremmerz me ne ricorda un’altra Sua, reperibile facilmente ne I Dialoghi sull’Ermetismo, in cui il Maestro si riferiva all’ipotesi di un continente scomparso, tra America e Europa, e suggeriva che “i proavi dei nostri proavi potrebbero essere venuti dall’Occidente” invocando la scienza antropologica contro le allora nascenti disquisizioni linguistiche sull’improvata esistenza degli indo-europei.
Comunque, tralasciando continenti di cui non v’è traccia se non per gli scritti di Platone e altri celeberrimi, e restando alla verità di una scienza concreta che dagli Etruschi – prima – e dai Romani – poi – discende fino a noi, c’è da riflettere su quanto Giuliano Kremmerz già scriveva a proposito delle antiche tradizioni sapienziali (vedasi I parte qui pubblicata al 12 maggio) sottolineando che le scuole magiche osiridee erano di origini italiche.
Che dire? Sappiamo che Esiodo cita i Liguri insieme a Sciti ed Etiopi come allevatori di cavalli che controllavano il mondo conosciuto antichissimo in occidente e che si estendevano dalla Spagna sino alla Toscana (come confermato da Ecateo di Mileto). Virgilio nell’Eneide sostiene che combatterono a fianco di Enea nella guerra contro i Rutuli e al tempo di Augusto ancora si parlava dei “Ligures capillati o comati (pare portassero i capelli lunghi).
Durante uno scavo di 60 anni fa, sul monte Alfeo (Appennino Ligure fra Genova e Piacenza) venne ritrovata una statuetta di bronzo datata all’Età Imperiale Romana: rappresentava il dio figlio di Apollo segno di un qualche culto del sole in questi luoghi. Tuttavia, a essa precedente, sono le forme cultuali della “Grotta di Diana” presso Villafranca in Lunigiana (La Spezia): sulle pareti della numerose incisioni in alfabeto runico. Un interessante studio di archeoastronomia (http://www.archaeoastronomy.it/Atti_14_Seminario.pdf ) rimanda la posizione della grotta a precisi calcoli astronomici legati al Neolitico fra il 4000 e il 3000 a.C. (contemporanee alla Lista Reale Sumerica).
Dunque, pare plausibile anche scientificamente che i proavi dei nostri proavi venissero da Occidente… E che conoscessero culti luni-solari.
Buona Agape a Tutti / Tutte !!!
Original author: Shedyet

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