Reply To: La Parola, il Silenzio e il Linguaggio nell’Ermetismo

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catulla2008
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Si dica quel che si vuole ma io mi sento molto infastidita dal neonato termine ‘femminicidio’: non ho capito perché per un uomo di parla di omicidio (e non di maschicidio) mentre per la donna si dice femminicidio. E a chi mi fa notare che, di là dal nome, quel che conta è il crescente numero di vittime di sesso femminile, rispondo che il linguaggio, lungi dall’essere accessorio, è invece rivelatore di un atteggiamento e, contemporaneamente, può essere la chiave di volta di un modo di pensare.
Perché, ad esempio, si dice che ‘lui l’ha presa con la forza’? Che caspita ha ‘preso’ lo stupratore se non la serenità della sua vittima? In natura non funziona così e questa non è la dinamica delle cose: è il grembo femminile che ‘prende’, ‘riceve’ ‘ accoglie’ ….nel momento in cui è consenziente!
Così pure, mentre faccio la coda al supermercato, e capto la voce di una signora che dice: “…lui le ha dato due figli” mi verrebbe da chiederle – di grazia – ‘lui’ dove e come li avrebbe avuti (!).
La questione del linguaggio è cosa seria, tanto che la potestà sacerdotale gittava nell’iniziando ‘il seme intellettivo’ delle cose riposte’. E cos’è mai un ‘seme intellettivo’? Restiamo al significato e scopriamo che un pensiero ‘nuovo’ ‘ altro’ può generare, a cascata, pensieri nuovi e altri che lentamente cambiano il modo di relazionarsi con le cose e le persone e, alla lunga, anche il modo di essere.
Perciò, tornando al neologismo, vorrei proprio sapere da chi per primo l’ha coniato in italiano se ha riflettuto sul fatto che – come diceva il Maestro Kremmerz: “le parole generano le idee, come una inversione generante la causa dall’effetto”.
Coniato in Inghilterra a inizio 1800 (!) il termine feminicide venne modulato sulla percezione di allora dell’inferiorità femminile; ma già la studiosa messicana Lagarde, che tanto si è battuta contro la misoginia, non ha avuto il problema di una distorsione semantica in quanto in spagnolo:
mujer= donna;
hembra = femmina
ciò che non si presta a confusione interpretativa con “femicidio”.
Quindi, all’orrida mentalità che distrugge le donne, io continuerò ad associare l’appellativo di ‘donnicidio’. “Quando si comprenderà che le parole generano le idee, come una inversione generante la causa dall’effetto, si saprà anche quanto siano ignoranti coloro che negano alle parole in magia la proprietà di generare miracoli”.

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