Reply To: La differenza tra ascetismo, misticismo e preparazione ermetica – II parte

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Scatola magica per eccellenza, quella cranica è – in entrata – apparecchio riproduttore sofisticatissimo ed è – in uscita – modulatore formale dell’energia di ogni tipo.
Così, possiamo credere che la divinità ci somigli, e sia umana, e come umana gestisca e interagisca con l’esistente tutto. Fanciullesco più che spocchioso, l’atteggiamento è indicatore di una concezione comune ancora bambina che si pone al centro di ogni cosa e di quel centro fa verità assoluta. Nondimeno è possibile che la nostra corteccia – consimile alla crosta terrestre che del pianeta raccoglie e manifesta le dinamiche – non potendo conoscere altro da sé stessa neppure possa prescindere dal dare al divino l’immagine di sé, fatalmente oggettivando il principio vitale nella forma della propria specie.
La differenza fra religione e magia, perciò, a mio parere, non si pone sull’aspetto delle cose, ma nel diverso rapporto fra di esse e rispetto ad esse. Osservava Durkheim che la religione è fenomeno sociale che va analizzato con visione olistica, quindi come parte di un tutto. Ecco quindi che credenze e riti, che pure accomunano religione e magia, delineano la propria diversità in quel diverso porgersi all’esterno.
Osservava Kremmerz: “Un religioso sente Dio; non lo discute”.
Quindi, direi che se il religioso spera, il secondo impara a collegarsi. Il primo aspetta (etimologicamente, sta a guardare), il secondo a-tende l’effetto delle proprie azioni. Da qui la differenza con la magia, eminentemente positiva e pro-positiva nella manifestazione dell’essere, continuo soggetto e oggetto ed elemento di un sistema: parte di un tutto, appunto, ma parte interattiva.
Original author: sal

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