Reply To: Il simbolismo del Sole e la filosofia del fuoco, nella Schola Philosophica-­‐ Hermetica-­‐Classica-­‐Italica Fr+ Tm+ di Miriam di Giuliano Kremmerz

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cecio
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“In principio erat Verbum, et Verbum erat apud Deum, et Deus erat Verbum”. Nel Vangelo secondo Giovanni, Dio è parola, parola creatrice. L’immagine di Dio come fonte sonora anziché luminosa non è affatto rara nelle tradizioni cosmogoniche. Nelle tribù druidiche il tutto si sarebbe creato a seguito di un’esplosione sonora: dopo una compressione insostenibile, l’Universo sarebbe scoppiato in un deflagrante suono, dando origine al cosmo oggi conosciuto; dunque tutto l’esistente avrebbe una propria nota “divina”, impercettibile all’orecchio umano, ma alla quale l’arte musicale potrebbe riavvicinare. Qualunque forma materiale porterebbe traccia, nello strato più profondo, di questa vibrazione originaria e generatrice: ogni cosa esistente altro non sarebbe che coagulazione di una vibrazione. Come non pensare alla modernissima teoria delle stringhe?
Allora non sarebbe a caso il fatto che, in alcune tribù celtiche e nomadi, in particolari rituali, venisse intonata una melodia, la “Nah Sinnar” che, insieme con il respiro “Koran”, pare avesse potestà di originare creature semiviventi dette “Kels”, le quali avrebbero aiutato i druidi nelle operazioni magiche… Secondo altre tribù, la creazione sarebbe derivata dal ruggito di un drago sorto dagli abissi, ruggito dal quale sarebbero sorte le 12 costellazioni (quindi prima le stelle e poi l’uomo). Nella cultura aborigena è presente il medesimo mito: il cosmo si sarebbe formato per un “rombo sonoro” (è inoltre risaputo quanto in codesta cultura le “Vie dei Canti” rivestissero importanza fondamentale…).
Nella cultura egizia esistono almeno due miti che parlano di una creazione provocata da un suono. Il primo narra di come il dio Ptah abbia generato l’Universo e gli altri Dei tramite la parola, focalizzando nel cuore l’oggetto della creazione. Il secondo racconta invece come il Dio Thot abbia generato il cosmo tramite un urlo e, successivamente, articolando la propria risata su sette note, abbia creato per ognuna di esse la Terra, il Destino, il Giorno, la Notte e via dicendo. Le facoltà generatrici di Horus si esplicitano tramite “Sia”, la sapienza, e “Hu”, la parola. Impossibile a questo punto non ricordare come il Logos sia stato nella filosofia greca uno degli ‘arché’ per eccellenza, e come in Eraclito il concetto di Logos e di Fuoco siano coincidenti: luce e suono, le due virtù creatrici del tutto.
Nel Cristianesimo è infine quasi superfluo ricordare quanto la Parola sia fondamentale: nel rito della Messa il “Verbum caro factum est”, o ancora il “Parola di Dio”. (Sarebbe curioso interpretare quest’ultima frase con la logica druidica: se infatti ogni cosa è aspetto del suono originario, allora l’uomo potrebbe essere concepito come una sillaba, una parola, la “parola di Dio” per l’appunto?). Persino nel Credo attribuito a Kremmerz, che taluni menzionano online, la frase “Io credo nell’Amore, che fissa nell’attimo che vola la parola che crea” è testimone della facoltà creatrice della parola, dinamizzata e fissata da Eros, che secondo alcuni miti, sarebbe figlio nientemeno che di Hermes…

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