Reply To: Il Contagio e le epidemie

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admin Kremmerz
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Ebola. Secondo Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta, l’ente nazionale americano deputato alla salute pubblica il virus potrebbe arrivare a infettare circa un milione e mezzo di persone da qui al gennaio prossimo e secondo l’OMS già attualmente i casi di persone infette si aggirano intorno alle ventimila unità e ogni citta con un aeroporto internazionale è a rischio. Dal canto loro, i produttori di cacao della Costa d’Avorio e del Ghana, vicini alle zone contaminate, già temono la mancanza di manodopera proprio ora che inizia la raccolta delle fave mentre agricoltura, commercio, turismo e industria già sono in ginocchio negli stati colpiti dall’epidemia.
Rammento un passo di Giuliano Kremmerz su “I progressi della medicina umana” qui sopra riportato in cui il Maestro menzionava il saggio di un tal dottor Boucher apparso a Parigi sul finire del XIX secolo. Ebbene, questi sosteneva che vi fosse evidenza del contagio pure per le nevrosi, ciò che smentirebbe il rapporto tra epidemie e agenti patogeni in favore di contaminazioni di tipo più sottile. (“…dacchè vi è irradiamento normale nell’individuo allo stato normale, vi dev’essere irradiamento morboso nell’individuo allo stato patologico. Dunque, al contatto, l’una dell’altra, le due forze fluidiche reagiscono l’una sull’altra, e la loro risultante prenderà una risultante determinata, nel senso della salute per questi, nel senso della malattia per quegli, a seconda che il potere emissivo dei primo sarà stato superiore o inferiore al potere del secondo…”).
L’Ebola si trasmette nella popolazione umana attraverso lo stretto contatto con sangue, secrezioni, tessuti, organi o fluidi corporei di animali e/o uomini infetti. Nondimeno ha fatto scalpore il caso di Mamadee ragazzo di soli 11 anni a Foya, in Liberia che –come pubblicizzato dalla RAI – è riuscito a salvarsi dal virus con solo multivitamine, paracetamolo, antibiotici e pastiglie antimalaria mentre la sorella 14enne è morta.
Nei Dialoghi Giuliano Kremmerz parlava di “Organismi che resistono e organismi che ammalano e soccombono” e ne concludeva “ Contro il concetto del contagio per microbi, se si determina la potenzialità repellente di organismi forti per vitalità quasi battericida, il carattere inesorabile delle infezioni per questa sola via è soggetto a revisione”.
Perciò non si può non essere d’accordo quando il Maestro esortava ad avere “almeno l’audacia di suggestionare in bene le masse, agguerrirle contro il male, nutrirle, educarle, imprimere loro il coraggio dei combattenti in un pericolo comune, non avvilire i meno codardi con una incoscienza spaventosa… Poiché ogni male fisico si combatte col coraggio – che è divino – nel senso che procede dalla coscienza dell’uomo, la quale comanda alla materia del suo corpo”.
Original author: filosobek

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