Reply To: Forza e Forze nella concezione ermetica – Parte I

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garrulo1
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Il post di Catulla, in particolare quando accenna alle lingue antiche nelle quali tutte le radicali, oltre ad essere pluriespressive nell’individuazione e descrizione di cose e relative funzioni, racchiudevano sempre una grafica divina individualizzata (ideo-grafica) che, credo indicassero l’espressione grafica di una qualche funzione universale (Idea Madre?). Chiaramente, da qui alla moderna prosa e grammatica scolastica, si sono perse per strada tutte le chiavi di decodificazione del linguaggio originale, ed a questo proposito mi viene in mente una citazione del Maestro Kremmerz a sostegno della leggenda Babelica, secondo cui il linguaggio umano nacque proprio per esprimere le Idee Madri, ma poi ripiegò per distrorcerle ed infine per tradirle. Purtroppo, mi pare che tale processo involutivo si sia già palesato nell’Antico Egitto, dove le Prime Dinastie note, di Natura Teocratica (Scientificamente parlando), utilizzavano una modalità di espressione fatta di poche cifre geroglifiche, mentre le ultime presentavano un vocabolario ideografico decisamente ampliato e probabilmente ormai distante dalle concezioni insite nelle prime rappresentazioni geroglifiche. Inoltre, sempre nel post di Catulla, a proposito della Forza Unica, compare una citazione del Maestro Kremmerz, che la definisce non afferrabile dall’intelletto umano. Effettivamente, si sperimenta quotidianamente che la coscienza ordinaria è distante forse “anni-luce” da tale concezione, però, proprio nella Via della Rosa, nel Capitolo dedicato alla Matriarchia Miriamica ed alle Pratiche Trasmutatorie a cura del Maestro M.A. Iah-Hel, compaiono più accenni alla provocazione di condizioni “straordinarie” in cui portare l’Intelletto, al punto da poter ipotizzare di concepire la Forza Unica quale “sintesi suprema di forma e sostanza, agente in infinite forme, di cui una delle prime manifestazioni sensibili è la forza magnetica,” e tale traguardo della consapevolezza costituisce “la materia dell’opera alchemica ed è chiamata dagli alchimisti in vari modi: protoplasma o polline universale, azoth, mercurio filosofico, telesma e tanti altri. D’ altronde, proprio tale paragrafo, presentava il seguente titolo di apertura:”La materia-energia umana, unico soggetto dell’alchimia trasmutatoria”.
Un caro saluto.

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