Reply To: Forza e Forze nella concezione ermetica – Parte I

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admin Kremmerz
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In questo lavoro sulla dinamis-vis, mentre ci parla di una forza che definisce come ‘unica’ e ‘centrale’ Kremmerz evidenzia che “Integrarsi è capire la forza e la virtualità dell’anima propria”.
Platone, che assimilava il cranio umano al globo terrestre e le leggi dell’universo a quelle cerebrali, sosteneva che la scatola ossea del capo è tale in quanto rivolta all’interno e non all’esterno, e che dall’interno e per l’interno l’uomo conosce le forze che governano la natura (l’Elohim di biblica memoria).
Le lingue antiche avevano in sé un’armonia sconosciuta alle moderne : ogni radicale poteva a seconda delle circostanze diventare nome o verbo ed esprimere l’azione o il suo oggetto. Così gli esseri: eterni nel principio potevano nondimeno essere concepiti come corporei oppure eterei, a seconda della condizione della materia animica che li individuava. Certo che per noi, Europei moderni, è difficile quanto lo fu ai Greci che importarono l’ideografia egiziana il concepire la possibilità che ogni verbo sia infinito, ogni idea possa esistere di là dal tempo e dalla dimensione senza che una desinenza giunga ad alterarlo.
E che dire dell’algebra, patrimonio dei sacerdoti tebani in cui la concezione delle monadi si sposava a quella di un universo-UNO, composto da forze eterne che agiscono in modo volontario, e il punto matematico era espressione della forza espansiva onnidirezionale? E Aristotele? Secondo lui non vi era vuoto nella materia ma solo condizioni differenti, ciò che rimanda a Kremmerz quando afferma che “nell’Ermetismo non intuiamo le differenze che per variazione dispositiva di atomi”.
Senza Platone e Aristotele non vi sarebbero stati Galileo e Cartesio, Leibnitz e Newton, Lavoisier e Cuvier, così come senza Echilo e Fidia, per cui le idee erano gli dei parlanti dei templi e delle statue, non avremmo avuto l’arte. Nondimeno la teogonia, che era sintesi della metafisica e della fisica, oggi è scissa in teologia e in logica, e quella verità che veniva concepita istantaneamente, oggi viene discussa, quasi che la discussione possa portare più verità alla Verità.
Invece, non si può che ammettere con il Maestro Kremmerz che “la concezione di questa forza unica non è afferrabile dall’intelletto umano”.
Quando la poesia diventa prosa e il ritmo del verso è sostituito dalla grammatica, l’armonia è già perduta. (“Le idee sante sono come le donne, si sciupano e si prostituiscono parlandone a lungo” – dai Commenti al rito di Ariete, Giuliano Kremmerz)
Original author: catulla

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