Reply To: Eventi e Segnalazioni

wiwa70
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Accade solo 13 volte in tutto un secolo che Mercurio offra uno spettacolo così suggestivo, passando contro il disco del Sole e generando una micro-eclissi: il pianeta è apparso come un piccolo neo sulla superficie del Sole. Il transito è molto lento e suggestivo: è durato circa 7,5 ore. I transiti possono avvenire in maggio o novembre e mentre questi ultimi hanno periodi di 7, 13 o 33 anni, quelli di maggio avvengono solo ad intervalli di 13 o 33 anni.
Il transito di un pianeta non è solo una curiosità: quelli di Mercurio e Venere hanno aiutato a misurare le distanze nel Sistema Solare; al di fuori del Sistema Solare la tecnica dei transiti ha permesso di scoprire la maggior parte degli oltre 2.000 pianeti esterni che ruotano attorno ad altre stelle. Lo scienziato e matematico italiano Giuseppe Colombo, dell’Università di Padova e consulente scientifico della NASA,(deceduto nel 1984) è stato considerato un pioniere delle esplorazioni di Mercurio, e non a caso la missione che l’ESA (Agenzia Spaziale Europea) sta preparando per l’esplorazione di Mercurio è stata battezzata “BepiColombo”.
Il Professor Alessandro Federici dell’Osservatorio Astronomico Monte Rufeno, Acquapendente (VT) ha sostenuto che:”E’ stato il fenomeno astronomico più atteso del 2016. L’ultima volta che è stato osservato dall’Italia è stato nel 2003. Questo del 9 maggio è stato il più lungo dei prossimi cinquant’anni. In più, oltre all’ interesse osservativo e storico, ci sono due motivi di attualità (molto diversi tra loro) per dedicare attenzione al transito del 9 maggio. Il primo è legato alla precessione del perielo di Mercurio, la cui spiegazione fu la prima prova a favore della validità della teoria pubblicata da Einstein nel 1916 (appunto 100 anni fa) e per la quale quest’anno si è avuta l’ultima conferma in ordine cronologico con la rilevazione delle tanto attese onde gravitazionali. Il secondo motivo è più marginale, ma davvero curioso: il 7 novembre 1914 Mercurio passò davanti al Sole ed impressionò profondamente Giacomo Balla, celebre pittore divisionista e futurista, grande appassionato di astronomia; l’emozione dell’osservazione al telescopio fu così forte da ispirargli almeno 12 versioni, tra quadri e disegni, che rappresentano il transito del pianeta. I rapporti tra arte e scienza sono infatti un tema ampio e suggestivo e l’obiettivo principale dell’evento sarà quello, in particolare, di sensibilizzare le giovani generazioni all’ osservazione ed allo studio del cielo. L’astronomia, antica regina delle scienze, per la vastità dell’oggetto di cui si occupa, è quella che nella storia del pensiero umano ha sempre svolto un ruolo particolare, pratico e simbolico. In ambito strettamente didattico, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, l’astronomia è la scienza da cui prendere spunto per trattare tutte le altre discipline scientifiche (matematica, fisica, chimica, biologia, ecc…). Inoltre, spesso l’indagine scientifica si trova di fronte a limiti tecnologici, di misura, a causa di teorie dominanti non adeguate, che l’uomo non è in grado di superare immediatamente; tuttavia, usando la sua immaginazione (come gli “infiniti mondi” di bruniana memoria) pone le basi per le prospettive di ricerca future, che spesso si intrecciano in maniera feconda con l’arte nelle sue forme più variegate”.
Cento anni fa, l’11 maggio 1916 Einstein pubblicava la Relatività generale. Una anomalia dell’orbita di Mercurio fu la prima prova sperimentale a favore di questa teoria che avrebbe rivoluzionato la nostra visione dell’universo, dello spazio e del tempo. La Legge di Newton non riusciva a spiegare uno slittamento dell’asse dell’orbita di Mercurio di 43 secondi d’arco al secolo che era stato messo in evidenza nell’ Ottocento anche osservandone i transiti davanti al Sole. La differenza era piccola ma metteva in crisi tutta la fisica classica newtoniana. La teoria di Einstein secondo cui le masse curvano lo spazio circostante giustificò perfettamente l’anomalia. Mercurio fu il primo a dire di sì ad Einstein. Vennero poi decine di altre prove sperimentali, fino all’ osservazione diretta delle onde gravitazionali annunciata l’11 febbraio di quest’anno. Sarà inaugurata in autunno ad Alba una grande mostra di Giacomo Balla affiancandola con eventi scientifici legati alla relatività di Einstein. Sarà visitabile da sabato 29 ottobre a domenica 27 febbraio 2017.

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