Reply To: Ermetismo e Arte

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admin Kremmerz
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Uno dei concetti cardine nella Musica è l’equilibrio. Senza di esso, ogni composizione risulta o asfissiante, perché troppo piena, o noiosa, perché troppo vuota. Nell’armonia, strumento ordinatore dei suoni, il moto centrifugo delle note all’interno degli accordi viene sempre compensato da un moto centripeto. Che si ascolti una musica di Beethoven piuttosto che una di Mozart, Bach o Vivaldi, la composizione segue progressioni e pause. La Musica respira, come ogni creatura viva. Euterpe pare inoltre avere anche funzione vivificante, o meglio, chiarificante: lo stesso Kremmerz afferma che essa ha la funzione di “risvegliare la comprensione di idee di grado più nobile e determinare la coscienza di sentimenti o informi, o inavvertiti”. Fabre d’Olivet riportava nel suo libro “La Musica spiegata” che questa nobile Arte, nelle società antiche, era considerata come specchio di una società, tanto che una civiltà senza musica era giudicata in declino sociale e morale. Chi abbia studiato appena più approfonditamente la Musica, chi abbia avuto un assaggio di quella Scienza del suono che prende il nome di Armonia, anche senza addentrarsi nelle complesse forme della dodecafonia o dell’impressionismo musicale, saprà che, senza delle regole, la Musica cessa di essere tale per diventare frastuono. Sono le regole che rendono la Musica tale. E queste regole non sono arbitrarie, ma prese in prestito da principi fisici che la Natura ha già insiti in sé nella propria manifestazione sonora. E’ risaputo che ogni nota porta con sé una gamma di “suoni simpatici” o armonici i quali, se suonati insieme con la nota stessa, producono la “consonanza”: la Natura ha già in sé dunque l’ordine, e l’uomo l’ha solo rinvenuto e applicato. Non solo. La Natura comprende fra questi armonici anche delle dissonanze, ovvero suoni che suonati contemporaneamente alla nota principale “stridono” con essa tanto da necessitare di una risoluzione in qualche consonanza. Il moto e la quiete – la legge binaria che nella Cabala presiede alla vita – sono già insiti nelle leggi naturali del suono, e dunque nella loro applicazione musicale. All’uomo compete l’estro creativo, il Genio, che sa disporre come un pittore i colori dei suoni per suscitare l’emozione e descrivere, nel linguaggio dei sentimenti, il mondo interiore che percuote l’uomo. C’è chi viene posseduto da questo Genio in una sorta di fertilissima follia, molto simile agli stati di trance delle antiche Sibille: allora questo sugge l’armonia dalla vita dell’artista per riversarla nell’opera, esempio di questo fenomeno siano Mozart nella musica o Pollock nell’arte. A seguito di questi esempi sono forse più spiegabili le parole del Kremmerz in merito al dominio sull’immaginazione che i Maestri Isiaci ricercavano per non lasciarsi “trasportare dalle ombre”, l’Intelligenza sulle Muse o sul proprio Genio risulta necessario per poterlo gestire e usare (e non esserne usato) armonicamente, di modo che l’Artista possa dire di essere Armonia in quanto non solo la gestisce, ma la vive, confermando l’assioma magico per cui per capire fino in fondo una cosa, bisogna esserla. Dunque, nel caso dell’Arte Magica, a meno che io non abbia frainteso totalmente le poche letture compiute – cosa che sicuramente non escludo – non coincidono forse Opera e Operatore? L’artista cercando di compiere l’Opera, non diventa egli stesso l’Opera?
Original author: Cecio

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