Reply To: Conquista ermetica e medicina ermetica

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Buteo
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I progressi susseguitisi nel XX sec. in ambito medico sono ragguardevoli e innegabili.
La scienza indaga le funzioni sempre più microscopiche della materia, rendendole vieppiù visibili e riproducibili in laboratorio, nella convinzione che, con quanta maggior accuratezza conosceremo i processi molecolari, con tanto maggiore precisione produrremo i farmaci adeguati a sopperire a una o più disfunzioni.
Ne consegue che l’intervento del farmaco, proprio per il suo meccanismo d’azione mirato, non può che essere settoriale. Uno specifico farmaco è prodotto per sopperire a uno specifico ‘problema’ cellulare/molecolare: più ‘problemi’ si riscontreranno in un organismo, più farmaci saranno proposti: uno, appunto, per ciascun ‘problema’.
Leggiamo che “I taumaturghi, i profeti, i rosacroce non trasportavano seco un milione di barattoli delle farmacie; l’olio, l’acqua, l’aceto…nelle loro mani acquistavano la virtù di purganti, di dissolventi, di purificanti…”. Non può essere che queste sostanze, di uso comune, abbiano lo stesso meccanismo di azione di un farmaco che è stato prodotto in modo specifico in seguito ad anni di studio e di sperimentazione, proprio per sopperire a quel ‘problema’.
Un altro meccanismo deve essere in causa. Si può ipotizzare, allora, che il rimedio, nelle loro mani, si faccia vettore di una forza di guarigione che l’uomo perfetto riesce a convogliare verso l’uomo sofferente? Ci è detto: “…L’uomo perfetto dice: guarisci, la carne guarisce. Egli ha parlato all’anima della carne inferma e le ha dato la forza virtuosa di risanare.”
E’ così quindi che una piuma, un po’ di zucchero, un chicco di grano, un preparato omeopatico, che di per sé non hanno alcun potere terapeutico, superino in potenza il più potente dei rimedi farmacologici?
Eppure i farmaci utilizzati dalla medicina occidentale sono efficaci: è possibile verificarlo tutti i giorni, non occorrono esempi.
Ma l’impressione è… quella di essere un bimbo la cui bambola rotta sia stata ricomposta dal genitore, che ha coperto le parti guaste sotto a un bel vestitino nuovo: bella e integra a guardarla, ma di nuovo fragile a prenderla in mano ..
E così il medico può risolvere sintomi, in alcuni casi ottenere la guarigione di una malattia.
In generale, però, la guarigione, quella vera, dell’organismo che si sta seriamente ammalando, probabilmente non avviene.
Se è scritto che “Il medico ideale o ermetico è colui che ha rapito agli dei il segreto della vita, che alla sorgente della vita universale attinge la sua forza di terapeuta, che alla sublime scienza dell’eternità domanda il bene assoluto di un essere a lui simile e non evoluto..” non dobbiamo forse riflettere sul fatto che la medicina ermetica sia la medicina unica e vera?

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