Reply To: Conquista ermetica e medicina ermetica

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garrulo1
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I post di Seppiolina e Catulla stimolano una riflessione estremamente importante: quanto siano attive le capacità intellettive del Regno Vegetale. Tempo fa, avevo letto da una rivista scientifica, che moltissime speci, quando vengono attaccate da insetti, parassiti o animali erbivori di vario genere, sviluppano man mano sostanze repellenti in modo che, le piante a seguire, siano progressivamente meno appetibili al punto da trasformarsi poi in repellenti al predatore. Questo risponde ad un principio di conservazione della specie mediante cooperazione, finalizzato più alla sopravvivenza collettiva che individuale, come accade in quasi tutte le speci di branco nel Regno Animale, in specialmodo tra consanguinei. Mi ha però colpito una differenza sostanziale tra i due Regni: le piante pare non siano assolutamente in competizione tra loro all’interno delle singole speci quando sono in “coabitazione”, a differenza degli animali di gruppo all’interno del cui branco, sono presenti costanti rapporti interattivi utili a definire entro tempi diversi a seconda delle speci, la leadership dell’intero gruppo, e la modalità di espressione di tale status al maschile o al femminile a seconda delle speci. Quindi, quando il sistema nervoso diventa man mano più complesso in Natura, è foriero dell’innesco di tali impulsi per certi versi biologicamente teleonomici, ma per certi altri disfunzionali alla stessa sopravvivenza del genere in questione (ogni umana allusione è puramente casuale…), oppure non si conosce abbastanza il Regno Vegetale, che pare fruisca di tutta una serie di sensi in più di ogni altro genere naturale? Ho provato più volte a tentare di amare o almeno voler bene a determinate piante che ho in giardino, ad esempio dedicando loro del tempo, offrendo razioni generose di acqua e coccole e così via. Ho notato che quando ho più tempo di ripetere tali attenzioni, reagiscono di conseguenza, per quanto mi è sembrato di comprendere, nella crescita più rapida di tutte le parti della pianta, nella lucentezza del fogliame, nella consistenza del tronco. Mi riferisco in particolare ad un ulivo sopravvissuto alle terribili gelate dell’inverno 2012/2013, ripresosi in tempi decisamente rapidi al cospetto di quanto il freddo lo aveva deturpato. Quindi, anche a livello emotivo, il mondo vegetale, in modo molto meno visibile, presenta però tutto un repertorio collegato a rete col proprio mondo e con gli altri Regni della Natura, che vale la pena di essere sviscerato fino in fondo dalla Ricerca Scientifica, con la prima finalità di un maggiore rispetto di questo mondo ricco di emozioni “invisibili”.
Un caro saluto.

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