Angelo
Partecipante
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Cari Maestri, Fratelli e Sorelle, mi è dispiaciuto tanto non essere lì con voi alla nostra Agape per una scelta lavorativa. Questa mia assenza, però, è diventata l’occasione per fermarmi un attimo e riflettere con calma sul senso del viaggio che stiamo facendo insieme. Ci tengo a dire che queste mie parole non vogliono in alcun modo essere delle scuse. Non cerco giustificazioni, ma condivido solo un pesniero che ritengo importante e da estendere a tutti Voi. Ho camminato lungo la strada di tutti i giorni, lasciando che le urgenze del lavoro guidassero i miei passi. Ho fatto una scelta del tutto mia: ho preferito rispondere a un impegno professionale, mettendolo davanti a quel momento di condivisione annuale che è così importante per la nostra Schola. Non è la colpa o il rimpianto che mi spinge a scrivere queste parole, ma la lucida consapevolezza che siamo solo noi, attraverso le nostre decisioni, a tracciare la strada che percorriamo giorno dopo giorno (e questa verità, l’ho compresa appieno grazie ai Maestri). In questi giorni di silenzio mi sono messo a riflettere, anche rileggendo il libro “La scienza Sacra dei faraoni”. Quel testo, parlando del rito della bilancia di Anubi, insieme alle parole che i nostri Maestri mi hanno regalato, mi ha aiutato a rileggere la mia decisione. Mi hanno spinto a ricordare che dobbiamo abbandonare il senso comune delle cose e smettere di guardare il mondo con gli occhi di tutti i giorni. Spesso corriamo dietro alla logica della mente, all’accumulo, alle apparenze e alle preoccupazioni materiali. Ma in quel rito antico tutto questo perdeva completamente valore. Il cervello non contava nulla; contava solo il cuore. Questa decisione è stata interamente mia, ma mi ha aperto gli occhi su ciò che conta davvero. La vita ci offre esperienze per misurarci con gli effetti delle nostre azioni e per costringerci a rallentare. Quando la vita si stringe attorno a ciò che è essenziale, su quella bilancia ideale non finiscono i successi lavorativi, quanti soldi abbiamo messo da parte o i piccoli rancori quotidiani che a volte ci sembrano giganti. Finisce solo la nostra verità più profonda, il Bene fatto, il rispetto delle Regole che guidano la nostra vera strada. La nostra Schola mi ricorda che dobbiamo spogliare la mente da tutto il superfluo e concentrarci solo sulle cose importanti. Alleggerire il cuore significa liberarsi dal peso del giudizio degli altri, dell’orgoglio e dell’egoismo. Significa capire che l’unica cosa che resta, alla fine, è la purezza delle nostre intenzioni e il bene che siamo riusciti a donare. Questo pensiero vuole essere solo un abbraccio stretto intorno al nostro legame: il mio cammino continua, qui ed ora, radicato nei valori del Bene e della Fratellanza. Nessun dovere quotidiano o lavorativo dovrebbe avere mai il potere di interrompere il nostro viaggio. Senza pesi sul cuore, ringrazio tutti i Maestri per avermi mostrato dove risiede il mio vero centro. Il mio cammino all’interno della Schola non si ferma, anzi, continua con ancora più forza e costanza.
Un abbraccio fraterno.