Buonasera a tutti! Un po di tempo fa, mi sono imbattuta in un articolo neuroscientifico ( fonte: Berridge KC, Robinson TE, Incentive salience and dopamine ,Review,2016, Motivation and Emotion; ) in cui si parla della dopamina e di come essa non sia solo fonte di piacere, bensì è un segnale che spinge alla ricerca di un obbiettivo. Ovverosia, quando si compie un’azione, il cervello rilascia dopamina e ciò comporta il voler continuare in ciò che si sta facendo. Gli studi dimostrano che la dopamina modula QUANTO siamo disposti a mettere in campo. Più il sistema dopaminergico funziona bene, più si scelgono compiti con sforzo maggiore quando il risultato “vale”. Quindi, la sintesi è che non è la motivazione che precede l’azione, ma è l’azione che accende la motivazione.
Questo studio mi ha fatto pensare alle tante volte in cui, ognuno di noi, come Numeri della Catena in Miriam, siamo stati invitati ad attivarci e a partire dal “fare”, piuttosto che dal “pensare” con fare teorico. Inoltre, credo che tutti coloro tra noi che abbiano trovato quella “motivazione giusta”, quella cioè che abbia portato a buttarsi più o meno a capofitto in un percorso attivo di ricerca interiore, abbiano sperimentato come sia vero e che più ci si rendeva tramiti nell’agire concretamente, più si aveva – o si ritrovava – la voglia di proseguire. Oggi la Scienza conferma essere un meccanismo fisiologico e diretto, che porta dunque a poter addirittura “dosare” la quantità di dopamina utilizzata. Insomma, più ci attiviamo con la pratica terapeutica e con ogni strumento messo a disposizione dalla Schola, più saremo indotti ad essere attivi e a praticare.
Riflettendo su questo, vi abbraccio fraternamente!