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garrulo1
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Provo a fare una riflessione sull’immagine postata da Mandragola. La Fortuna o Dea Bendata si presenta cieca come il Destino. Non guardano in faccia nessuno, belli o brutti, poveri o ricchi, potenti o umili, non ce n’è per alcuno. Cieca perché se si semina in un certo modo, in un certo tempo, con certe sementi, il frutto inesorabilmente a tempo e ora riemergerà alla luce del mondo, mentre se invece o non abbiamo seminato, o peggio abbiamo seminato zizzania, Messere Destino elabora il prodotto finale, nel bene e nel male. Scriveva il Maestro Kremmerz che nel termine destino vi è la radicale di “sta”, ciò che è fissato e che nessun Nume può cancellare, può attenuarne i contraccolpi, di modo che il “figliol prodigo” ravveduto e divenuto più consapevole possa mettervi mano portando sì la Croce, senza che però gli spezzi la schiena, altrimenti sarebbe un disastro. Aggiungo solo che all’ingresso del cortile della Sapienza a Roma, vi è la Statua della Dea Minerva, con una civetta sulla spalla, civetta dal latino “Athene noctua”, forse a significare che vedendo chiaramente nella notte, riesce a scrutare in un mondo dove nella dimensione ordinaria la pluralità delle persone non lo possono neanche lontanamente percepire.
Un caro saluto ed una buona domenica a tutti

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