Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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catulla2008
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A mio parere andare concorrente può essere una conseguenza là dove la causa sta nello spirito critico. E anche a quest’ultimo non mi pare ci si possa improvvisare ma ci si può educare. Ricordo ai tempi dell’Accademia quando si parlava del metodo ermetico e delle sue peculiarità: alcune già sperimentabili dai novizi (es.la soggettività e l’oggettività) altre meno (come l’elasticità e l’analogia) ma comunque sempre legate a una Tradizione millenaria, a un “metodo” appunto cui occorreva e occorre educarsi con l’imprescindibile aiuto di un Maestro (ché altrimenti come e dove oggettivare?).
Dunque anche l’essete controcorrente può ascriversi ai movimenti di massa (o di gregge?) se nel frattempo non si matura quella modalità scientifica e sperimentale che tanto sforzo richiede perché opera e scava su di sé, nalla materia viva del cervello proprio e delle abitudini.
La Schola è grande perché Classica in senso …kremmerziano: magistrale, integrale.
Ma anche questa può diventare una corrente se ci si fa solo trascinare e non si lotta, non si soera, non si ama (seppure nell’imperfetto e fallace modo umano).
Quindi prego – come tutti noi – che le Gerarchie vogliano sempre continuare la Loro Geande Opera di Luce e Salute in pro di noi numeri e dei sofferenti tutti, ma ho smesso di chiedermi se sono o meno controcorrente: mi basta saoere che in ogni senso del flusso ho una Catena cui aggrapparmi. E vedo che siamo in tanti a farlo.

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