Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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catulla2008
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L’essere umano è predisposto alla parola, ma se nessuno parla con il bambino qyesti non sviluppa la favella che ‘potenzialmente’ aveva in nuce. E così è per noi: umani animali, potenziali manifestazioni di un numero.
Noi, senza il Maestro che fa da levatrice, educa (ex-ducit) e lievita quell’embrione di consapevolezza saremmo in balia dell’eventualita, a nuotare nei secoli necessari a progredire per i tempi dell’umanità (e basta guardare che succede nel mondo per capire quanto siamo distanti dal dirci coscienti!).
Ergo… Il Maestro è nell’anima e nell’anima per sempre resterà. E quando incontri un Maestro, Questi parla a Quello, in un dono che non ha eguali, fino a quando non impareremo a sentire direttamente: quell’arcana intelligenza in cui crediamo e che attendiamo di intendere per avere coscienza del Vero.

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