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tanaquilla9
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Nel ricordare che il M. Kremmerz si è espresso sul valore da attribuire alla mitologia soprattutto ne i Dialoghi sull’Ermetismo, e che in svariati punti delle sue opere tratta dell’italicità della Schola, ho letto un lavoro interessante su NUMA che sottolinea una originaria mitologia italica. Di questa poco si parla, preferendo di solito i temi legati ad una origine della civiltà romana da Enea e quindi dalla Grecia. Ne riporto alcuni punti dai quali emergono temi mitici di alta antichità.
La sua origine sabina, confermata anche dall’analisi linguistica del nome Numa Pompilio, è un veicolo per dare risalto da un lato alla figura del re filosofo e legislatore e dall’altro alla consultazione indigena dell’oracolo incubatorio di Fauno. Inoltre il pitagorismo attribuito a Numa iniziato, elaborato per impulso tarantino intorno al IV sec. a.C.sottolinea il radicamento della dottrina iniziatica pitagorica in Sabina, famosa per i suoi costumi austeri.
In Numa si cela il rapporto e la dipendenza fondamentale della tradizione romana dalla Sabina e dal pitagorismo. Il referente sabino è cioè garante della tradizione.
Molti dei personaggi vicini a Numa sono italici: la ninfa Egeria, Fauno e Pico. Il mito racconta che Numa, su consiglio di Egeria, cattura Fauno e Pico, divinità indigene, perché siano tramiti della rivelazione di una pratica di espiazione dei fulmini inviati da Iuppiter Elicius. Il colloquio tra Iuppiter e Numa svela la fisionomia della concezione italica del rapporto tra uomo e divinità: è un modo giuridico basato su prudentia, religio e patto, espressione di due libere volontà. L’esito felice del patto fa sì che dal cielo cada l’ancile, lo scudo divino, quale pegno, che fu dei fratelli Salii, uno dei sacerdozi più antichi della romanità.
Inoltre la pratica incubatoria di Fauno cui si sottopone Numa è sabina e italica non romana.
La leggenda dice che per far fronte ad una grave carestia a Roma, Numa fa ricordo all’oracolo per incubazione di Fauno, posto nel lucus del dio Maenalius. Finite le prescrizioni rituali Numa si sdraia su pelli di animali sacrificati ed è visitato in sogno dal dio, che dalla sponda destra del giaciglio gli dice di sacrificare 2 vacche in una sola a Tellus. Numa non sa decifrare l’oracolo ed è Egeria che glielo spiega: va sacrificata una vacca gravida.
La dea o ninfa appartiene al mondo italico e all’eterno femminino mediterraneo secondo cui solo da Lei provengono i rituali sacri più graditi agli dei. E’ difficile infatti trovare nel mondo greco o romano un caso analogo in cui è l’uomo-re ad essere ispirato da una dea.
Tra i libri presenti in Biblioteca, che mi vengono in mente, in cui fra l’altro si tratta di alcuni di questi argomenti segnalo il Quaderno della Vergiliana, Tradizioni e Culti pagani di Primavera, Ritorno alla sorgente primordiale.

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