Rispondi a: Emozioni lungo il cammino … ermeticamente inteso …

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Alef2006
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Secondo me l’arte va praticata e vissuta ciascuno per quello che può e sulla base delle proprie inclinazioni. L’arte praticata, infatti, ci consente di coltivare il bello che è in noi perché ci fa vibrare all’unisono con la bellezza universale. Quelle vibrazioni riescono (sempre secondo me) a dissolvere le tante macchie che opacizzano la nostra sensibilità rendendoci quindi migliori. Parlo per esperienza personale: quando riesco a suonare mi sento un tutt’uno con lo strumento, con la musica, con me stesso con l’Universo e sono completamente immerso (con conscio e inconscio) in un flusso vibratorio riappacificante. Quanto sia poi bella per gli altri la mia musica non saprei (sono un dilettante) ma l’azione su quella musica su me stesso è straordinariamente benefica. Questo il motivo per cui ho esordito scrivendo che l’arte va praticata per coltivare se stessi. Vi abbraccio.

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