Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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tanaquilla9
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Avevate mai sentito kons il determinatore? Incuriosita dalla leggenda ho un po’ indagato e ho trovato che leggenda non è. Il suo testo è ritagliato in geroglifici su una stele di arenaria trovata nel tempio di Khensu a Tebe e ora conservata nella biblioteca nazionale di Parigi.
Si riferisce al tempo di Ramses II e voleva magnificare il potere di Khons nello scacciare i mali e gli spiriti maligni. Questo dio aveva più nomi e più forme, ma il più grande era di Tebe e poteva trasferire il suo potere a uomini e donne come ad altri dei, attraverso un abbraccio o attraverso una offerta mangiata. L’uomo o la donna (sacerdoti o sacerdotesse) che l’aveva ricevuto, poi, poteva trasmetterlo ad altro uomo o donna, abbracciandolo e passando poi le sue mani sulla schiena, ma anche ad una statua, prendendola fra le braccia e passando le mani. Questo faceva parte del rituale del culto divino.
Il finale della leggenda spiega che il principe di Bekhten si rese conto che la statua del dio priva del suo spirito interiore (che sotto forma di falco aveva visto volare verso l’Egitto) era del tutto inutile: un simulacro vuoto.
Non ho trovato nella leggenda riferimenti al nome Kons-Sin-Dar.

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