Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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Mercurius3
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Buongiorno amici!
Mi hai molto coinvolto Seppiolina col tuo post sulla risata , perche avendo io l’attitutidine, e non l’abitudine che è diverso, alla risata, leggo che bisogna imparare a ridere superando la paura di sembrare strani e uscendo anche dagli schemi ad incanalare dovere e responsabilità in un approccio severo e senza sorriso.. Ridere non fa scomparire il problema, eppure permette di ritrovare uno stato emotivo per una rinnovata energia .
Purtroppo ho sperimentato, soprattutto nel mio ambiente di lavoro, che spesso si scambia la serietà con il pessimismo e il sorriso con meno serietà. Le persone che non sorridono, o che non sanno sorridere, a mio avviso non sono sempre le piu’ affidabili.
Lo studio dell’importanza dell’umorismo e della risata sulla salute ha origini lontane, infatti già Ippocrate sosteneva: «Il buonumore equivale a un elisir di lunga vita», ma la terapia del sorriso viene attribuita al giornalista scientifico Norman Cousin, il quale sperimentò su di sé gli effetti terapeutici della risata e il loro potenziale nel favorire il decorso della malattia. Si mette in atto un processo che impatta sulle funzioni ormonali: il corpo agisce sulla mente attraverso una nuova attitudine comportamentale.
Poi, qui nel soggiorno, se tra argomenti profondi , ci facciamo insieme una motivata e sana risata, credo che sia bonum e iucundum…stringerci in unum
Vi saluto caramente tutti, con la certezza che l’ aiuto myriamico dara’ una bella accellerata al periodo critico attuale, e io possa ancora e presto darvi il mio ed avere il vostro sorriso!

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