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decla
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“Il minestrone di mamma”, è così che identifico questo piatto quando ne parlo perché mia madre, quando lo preparava, è proprio così che lo chiamava, minestrone, anche se di quello classico non ha proprio nulla a che vedere, infatti gli ingredienti principali sono solo due, la verza, quella riccia, e le patate …. la ricetta è molto semplice e anche abbastanza veloce …. si mette in una pentola la verza, dopo averla lavata e tagliata a strisce, insieme al sedano, mondato e fatto a listarelle, con acqua fredda q.b. e si porta ad ebollizione….. siccome a me piace un po’ denso, io ne aggiungo sino al livello della verdura cruda, ma la quantità d’acqua è soggettiva a seconda del proprio gusto, si può anche aggiungerne durante la cottura purché sia già ben calda …. al bollore si aggiungono le patate, tagliate preventivamente a piccoli tocchetti, sale, pepe, una manciata di prezzemolo tritato, qualche pomodorino a pezzetti, uno spicchio d’aglio finemente tritato e olio EVO q.b. verso la fine della cottura e quindi dopo 20/25 minuti e si lascia ancora cuocere per una decina di minuti …. può essere gustato da solo come zuppa o unito a cereali, a me piace molto il mix riso, orzo e farro ma, come si dice dalle mie parti, “la morte sua” è unirlo a pasta corta, come conchiglie o ditaloni, chiudendo il tutto con una abbondante spolverata di formaggio romano grattuggiato …. può sembrare un po’ strano ma parlare di questa ricetta mi fa tornare tanto indietro nel tempo, in sapori e profumi lontani, in emozioni profonde, in condivisioni non più possibili fisicamente ma che restano come impronta d’amore nel cuore …. cucinare è per me molto bello, mi piace, mi rilassa (anche perché ahimè mi piace molto mangiare) ma penso anche che non sia solo un atto propedeutico alla nutrizione del nostro corpo fisico ma che in contemporanea posso essere traslato ad un atteggiamento di sperimentazione e di verifica per la nostra vita …. d’altronde magari gli ingredienti sono sempre gli stessi ma poi sta ad ognuno, nella sua specificità, a seconda delle proprie possibilità, riuscire ad amalgamarli per un migliore risultato …. beh ora tralasciando questo discorso che ovviamene filosofico non è, né tanto meno potrebbe, ma solo frutto dei miei soliti voli pindarici quando lascio il pensiero andare, e con voi diventa molto facile sentirsi a proprio agio, credo proprio che mi procurerò gli ingredienti, visto che parlandone me ne è venuta voglia, e lo preparerò per domani in quanto mi sembra anche adatto per il nostro “pasto vegetariano” …. allora buon appetito a chi vorrà sperimentarlo ma soprattutto Buona Luna Nuova a tutte/i voi ….

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