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garrulo1
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Molto, molto interessante il video postato da gugliemo tell. Ho seguito alcune interviste di questa autrice sul canale tivu relativo al video in questione. Per abitudine, seguo ad esempio i tg sia sui canali tradizionali, che su piattaforme quale questa. Su tale intervista ci sarebbero davvero molte cose da dire. Mi limito ad alcune considerazioni così come mi arrivano, per sommi capi. In primis, quando parliamo di Oriente ed Occidente in questa specie di folle corsa, per bruciare sempre per primi ogni tappa di questo inarrestabile progresso ipertecnologico, io resto sempre ancorato al mito della fedeltà del Samuray nel Giappone antico, all’ideale della sanità che il medico dell’imperatore nella Cina arcaica doveva garantire al suo signore, quindi investendo ed orientando tutti i suoi sforzi e tutte le sue conoscenze per non far ammalare l’imperatore, più che tentare di curarlo quando invece si fosse già ammalato, all’Occidente greco di Ippocrate, di cui due massime mi porto sempre appresso e cioè “fai che il cibo sia la tua medicina” e “rendi medico il tuo paziente”, di fatto esortando tutti, docenti e discenti, medici e pazienti, ad attivarsi al fine di tendere verso un percorso di consapevolezza a tutto tondo, e sicuramente non avrei dovuto ricordare io, ad un personaggio di un simile spessore intellettuale, che salus è salute e luce, componenti entrambe alla portata dell’essere umano, ma che vanno anelate e perseguite con scienza, coscienza e metodo. Mi pare invece, che la tendenza che si evince anche con dovizia di particolari nell’intervista, vada nella direzione opposta, è tangibile il solito eterno difetto di fabbricazione nell’uomo, quell’orgoglio innato legato all’affermazione dell’io egocentrico che tanti danni ha fatto nella storia e che tanti potenziali altri potrà ancora farne, fino all’ipotesi mitica della distruzione di un mondo iperevoluto, di atlantidea memoria ma sempre con la stessa costante, in soldoni, l’uomo che per volare troppo in alto, mai sufficientemente attrezzato se ha preso scorciatoie, si avvicina eccessivamente all’astro dominante annullandosi di fatto per “autocombustione”, come tra l’altro ricordo di aver letto se non sbaglio in un lavoro di un ricercatore, Colin Wilson, che apprese da una tribù aborigena, i Dogon di Mali, che secondo la loro tradizione, l’umanità più volte si è disintegrata o per invasione dell’elemento acqua (vds. Diluvi di più tradizioni religiose), o per devastazione da fuoco. Aggiungo che stupì non poco più di un ricercatore, che questa tribù di fatto ancestrale, conoscesse l’esistenza di Sirio A e Sirio B suo satellite nella costellazione del Cane, cosa oggettivata scientificamente solamente con l’avvento dei moderni telescopi. Chissà!! Voglio in chiusura aggiungere un’ultima considerazione sul percorso tecnologico in atto: vuoi per le politiche in generale di un ventennio a questa parte, vuoi perché il sistema sociale è stato proiettato a testa bassa in questa direzione di marcia, osservo, e parlo per me stesso ma credo possa valere per molti, passando gli anni gli impegni della quotidianità sono aumentati esponenzialmente, sono stati creati gruppi di App all’interno dell’ambiente di lavoro, divisi in più settori, se hai un incarico di responsabilità devi mettere il naso dentro a tutti affinchè non sfugga nulla, poi le mail che arrivano in continuazione magari su più account in cui si è logati, poi i ritmi di lavoro una volta più pesanti anche solo per dover rispondere alle più diverse istanze, poi il cellulare al quale sono ossessivamente attento, se per qualche motivo dovessi smarrirlo, immagino almeno una settimana di ferie per recuperare tutti i dati che vi sono contenuti. Anche per i miei nonni l’ora era sempre di sessanta primi, solamente che l’orologio girava molto più lentamente. Potrei aggiungere che “viaggiare a queste velocità” implica, almeno per me, appurato, l’increzione del cortisolo, l’ormone dello stress, con tutta una serie di ripercussioni psicosomatiche messe a fuoco con il tempo (tutto ciò che è conosciuto è bene scriveva Agostino), ma non per questo non ne subisco i contraccolpi, fa parte del gioco. Spero di non essere troppo pessimista, ma mi limito ad alcune riflessioni che fanno parte delle mie esperienze, con la concreta speranza che la rotta si possa invertire o semplicemente mantenere a misura d’uomo.
Con l’augurio a tutti di una buona domenica.

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