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Buteo
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L’invito di Dafne e le vostre riflessioni, belle e profonde, su Amore e Psiche, mi fanno ricordare che, quando lessi il racconto, pensai a Psiche, che può accogliere l’amante solo al buio, come alla manifestazione dell’amore immaturo, dell’innamoramento adolescenziale (e tuttavia indipendente dall’età), dell’infatuazione. Pensai a uomo e donna come alla figurazione di qualsiasi passione, sotto la spinta della sola soddisfazione diretta e immediata della pulsione. Qualcuno ricorda ancora ‘L’ultimo tango a Parigi’? Jeanne non sapeva nulla di quell’uomo e in quel ‘buio’ dava e riceveva pienamente perché solo il vuoto, come l’ignoto, si presta ottimamente a essere colmato di fantasia e desiderio. Viveva ogni fantasia e sognava ogni desiderio. Era una passione torbida, diversa da quella vissuta da Psiche forse solo in apparenza. Un sogno in cui il corpo disinibito vive al massimo infatuazione e piacere, aldilà del vero, in piena libertà. Ma è libertà cieca, è illusione. Non volendo né potendo vedere, Psiche vive nel sogno il volto e la forma desiderate di Amore. Se improvvisamente farà luce, proverà l’angoscia di non poter realmente toccare e avere ciò che era solo frutto di illusione. Come al risveglio, il sogno sarà svanito.
Per trovare Amore, Psiche compirà un percorso di dedizione totale a Venere, in cui tutto, ci dice Tanaquilla, sarà carico di significato simbolico. È il necessario percorso di conoscenza e trasformazione e che conduce ad Amore, quello vero e non fantasticato. Ora sì sarà possibile unirsi ad Amore.

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