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garrulo1
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Bellissimi i due video postati da BELL e Wiwa. Il pensiero corre, le massime si susseguono, la dimostrazione delle corrispondenze è lì, a portata di mano, bisogna coglierla. Il Macro si riflette nel Micro, che a sua volta gli corrisponde in tutte le sue funzioni, il problema sta nella consapevolezza progressiva della rete di connessioni (Ciò che sta il Alto è come Ciò che sta in Basso e viceversa, il “Miracolo di una Cosa sola”). Terra terra, nel nostro piccolo microcosmo, quotidianamente possiamo notare l’immanenza di questa legge. Ormai ci ho fatto l’abitudine: quando il tempo sta per cambiare intendo repentinamente non mi avvisa l’app sul cellulare o il Tg, ma l’intestino, avverto lievi crampi, si riflettono a loro volta sulla funzione urinaria stimolando per qualche ora una certa disuria. Ricordo di aver risolto tempo fa un problema cervico-dorsale con agopuntura, nessuna puntura nell’area interessata ma da tutt’altre parti, allora vuol dire che la rete di connessione nell’intero organismo (meridiani di agopuntura) risponde a percorsi ben determinati in relazione ad organi e funzioni organiche. E, a proposito dell’occhio che il video ben propone come porta di ingresso, o, se vogliamo, specchio dell’anima dove tutto è riflesso e trattenuto, ho avuto occasione di confrontarmi con più di un professionista esperto in iridologia. Poco più che ragazzo, mia mamma che stava seguendo un ciclo di prestazioni iridologiche volle portarci anche me, in primis per problemi legati a sbalzi di umore troppo frequenti. La cosa non mi convinceva più di tanto, ma al secondo incontro questa persona interruppe la prestazione e, rivolgendosi alla mamma, disse “questo ragazzo ha nello sguardo una determinazione fuori dalla norma, purtroppo non riesce ad esprimerla, è John Wayne, ma io non posso fare nulla”. Senza capire bene, razionalmente, cosa volesse dire, le sentii più che mai vere queste parole che in sintesi esprimevano la natura del disagio. Molti anni dopo, appena volati gli “anta”, contattai un’altra iridologa per complicazioni gastroenteriche e urinarie. Non conoscevo la persona, ma mi colpì innanzitutto il primo impatto, in quanto dopo la stretta di mano (allora si poteva…), mentre stavo per iniziare a raccontare la ragione per cui mi trovavo lì, mi disse bruscamente “non mi dica nulla, prima analizzo l’iride poi le faccio io la diagnosi, dopodiché mi dirà tutto quello che vorrà”. Man mano che la seduta procedeva, questa persona mi spiattellava la storia della mia vita, centrando “chirurgicamente” l’età in cui avevo subito determinati traumi emotivi, senza ovviamente conoscere le modalità di tali eventi, e poi avanti con il determinare tutti i vari pathos conseguenti innescati da tali situazioni, qualcuno assorbito qualcuno ancora attivo, altri in embrione. Quello che invece non funzionò fu la terapia consigliatami abbinata ad una dieta molto rigida, ma la precisione con cui aveva letto il passato dall’iride fu davvero sbalorditiva, e quello che non dimenticherò mai è che, nel viaggio di ritorno di circa 40 minuti con un tratto di autostrada, io, che per ragioni forse adattive ma non so, non ho la lacrima facile, ad un certo punto in autostrada, scoppiai a piangere fragorosamente ed in modo incontrollato, non mi era mai successo in quel modo e forse non mi succederà più. Non ho però più dubbi sul fatto che l’iride sia uno di quei punti in cui tutto l’organismo umano con le sue funzioni si riflette immancabilmente.
Un caro saluto a tutti con l’augurio di una buona domenica

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