Rispondi a: LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS TRA DATI OGGETTIVI E OPINIONI SOGGETTIVE

Home/Il Forum della Schola/LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS TRA DATI OGGETTIVI E OPINIONI SOGGETTIVE/Rispondi a: LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS TRA DATI OGGETTIVI E OPINIONI SOGGETTIVE

Home Page Forum Il Forum della Schola LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS TRA DATI OGGETTIVI E OPINIONI SOGGETTIVE Rispondi a: LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS TRA DATI OGGETTIVI E OPINIONI SOGGETTIVE

wiwa70
Partecipante
Post totali: 240

Dal racconto di tanaquilla si deducono una serie di dinamiche, a cui in questi giorni assistiamo impotenti: dall’impossibilità di un tracciamento capillare sul territorio ormai saltato, a causa del rialzo dei contagi, alla superficialità delle persone che, ancora oggi, affermano impunenemente o anche solo per provocazione, che la mascherina non la portano e che il virus non esiste(!!!), comportandosi come se non esistesse; a seguire, con le nostre istituzioni che sembrano più prudenti a chiudere tutto, rispetto alla prima ondata, forse per paura di conseguenze sociali ed economiche, laddove il medico di base potrebbe ancora fare la differenza, come suggeriva l’articolo postato da Guglielmo Tell ( e speriamo che la faccia!), e infine come vengono utilizzati dai mass media i nostri virologi/infettivologi, come raccontava Kridom, trattati alla stregua di metereologi, che devono prevedere le mosse del virus , come fosse un evento atmosferico e non avendo ‘la palla di cristallo’, visto che il Covid è nuovo e sconosciuto, vengono verosimilmente smentiti, ad ogni evoluzione e cambiamento del virus, il quale nel frattempo, che noi discutiamo, agisce e si organizza senza perdersi in chiacchiere burocratiche! Forse l’atteggiamento giusto da parte della scienza, sarebbe quello di andare ad approfondire la storia e la filogenesi biologica del sistema vivente-virus piuttosto che imbarcarsi in improbabili previsioni futuristiche. Ho trovato molto utile alla comprensione più ampia del virus, ad es. nella puntata di Sapiens, in cui il ricercatore ha spiegato anche per i ‘non addetti ai lavori’, la sua storia. Essi nascono 3 milioni di anni fa e quindi sono stati definiti ‘intelligentissimi’ se non altro perchè hanno avuto modo di sperimentare molto più di noi le tecniche/strategie di sopravvivenza. Non potendo sopravvivere da soli, hanno bisogno di entrare nell’organismo vivente ospite e così fecero con i batteri, molto piu grandi di loro. Sono classificati alcuni a DNA e altri, come il nostro Covid, a RNA, che vuol dire molto meno stabili perchè, anziché a due eliche come il DNA, sono formati da una sola elica e questo li rende più deboli ma a questa debolezza,hanno rimediato col tempo, cangiando e mutando continuamente…la stessa incubazione rappresenta una loro strategia di sopravvivenza, infatti finchè non si hanno sintomi il virus è al sicuro in quanto può spostarsi da un organismo ad un altro, grazie al contagio. La Ebola, molto più letale infatti, non ha contagiato più di tanto perchè i propri ospiti morivano prima di aver assicurato un buon bacino d’utenza al virus! Di conseguenza, le uniche nostre strategie possono essere quelle preventive: è stato dimostrata l’efficacia del distanziamento interpersonale, in quanto il virus per entrare dalle vie aeree deve necessariamente avere una certa vicinanza; o ancora nell’uso della mascherina che , se portata da entrambe le parti, garantisce in modo importante la moria di questo virus che viaggia in grandi numeri e non da solo, determinandone la carica virale,esattamente come un piccolo esercito che colonizza laddove trova la strada aperta! Infine indica le tre modalità sociali per combatterlo: la immunità di gregge, non considerata una soluzione per l’alto costo in vite umane; la chiusura totale che fa morire il virus in quanto non gli permette più di girare e quindi di riprodursi e infine il vaccino che permetterà l’immunizzazione della popolazione. L’isolamento temporaneo è stata sempre una modalità utilizzata dall’uomo(nel 1500 a Venezia esistevano già strutture ben organizzate che isolavano temporaneamente i sospetti contagiati). Il ricercatore ha concluso con una considerazione più generale sul fatto che uomini e virus si sono sempre fronteggiati, tanto che nel nostro DNA ci sono insiti elementi virali che lo compongono e che fanno la storia della vita biologica del nostro pianeta e, anziché negarlo, non ci resta che dimostrare al nostro “avversario” che abbiamo anche noi una strategia intelligente da opporre nel sconfiggerlo, come, del resto, abbiamo sempre fatto dall’inizio dei tempi. Un caro saluto a tutto il popolo di Miriam

Iscriviti alla Nostra Newsletter

Normativa Privacy