Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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garrulo1
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Leggo oggi gli ultimi post presenti in quest’area del Sito. Due parole voglio dirle sul “concetto” di ombra. L’ombra, come ampiamente presente negli scritti dei Maestri, è l’altra faccia della medaglia, siamo alla solita immanente Legge dell’affermazione delle cose proprio per l’espressione dell’esatto contrario. L’ombra permette la visione delle cose nella Realtà ordinaria (realtà da res, per le cose) accessibile ai cinque sensi ordinari, ma testimonia anche la proiezione delle cose stesse, se vogliamo una loro emanazione. Cerco di utilizzare i concetti così come riesco ad esprimerli, credo faccia bene ogni tanto provare in questo modo, senza consultare i testi Ermetici, che esprimono il concetto con ben altra dovizia di particolari. Forse, immaginando di guardare con un senso diverso (sesto) oltre l’ombra, come se si rovesciasse il piano della visione, l’ombra stessa potrebbe fare da specchio o forse da filtro affinchè si concretizzi e si renda accessibile la dimensione ordinaria tangibile, immagino una forma di specularità tra due diversi piani o livelli di accesso alla Realtà, che però è sempre la stessa. Angelo ci ricordava il sistema bruniano di rappresentazione della memoria. Se ben ricordo, era proprio il Maestro Nolano che rimarcava che “nella vita rilucente delle cose naturali, si monta alla vita che soprasiede a quelle”. Proseguiva poi nell’allertare discepoli e lettori a vedere nel croco, nel gallo, nell’elicriso ad esempio, l’impronta onnipotente del Sole che a questi presiede, tenuto in debito conto che “la divinità discende per come si comunica con la Natura” e quindi partendo dalle cose naturali si accede al Divino. Spero di non aver fatto confusione, ma ritengo buona cosa, ogni tanto, questo esercizio senza consulto degli scritti, e senza “troppo” timore di sbagliare.
Un caro saluto ed una buona domenica a tutti.

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