Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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tanaquilla9
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Un saluto fraterno è sempre ben gradito, guglielmo tell.
Si dice che Pitagora abbia appreso da egizi e mesopotamici la scienza più alta per rendere culto al divino. Ho riletto qualche pagina della Summa pitagorica di Giamblico e trascrivo tre “simboli pitagorici”, che Giamblico elenca e commenta.
“Quando ti rechi in un tempio per adorare, non dire né fare nel frattempo nulla di mondano”;
“Evita le strade maestre e cammina per i sentieri”;
“Quando i venti soffiano, adora il loro suono”.
Il primo dice che nel culto al divino non bisogna portarsi dietro nulla di umano perché sarebbe estraneo a quel culto. Nella scienza del divino del pari non portare nulla che sia un umano pensiero o una semplice preoccupazione mondana.
Il secondo dice di allontanarsi dalla corrente profana e seguire la strada divina separata dal popolo. Non tener conto delle opinioni della gente comune e disdegnare la gioia che porta verso gli uomini; stimare molto invece la buona condotta che dipende dalla volonta degli dei.
La terza è un riconoscimento della sapienza divina, perche allude al fatto che bisogna amare cio che somiglia alle essenze e ai poteri divini.
Una buona serata a tutti

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