Rispondi a: LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS TRA DATI OGGETTIVI E OPINIONI SOGGETTIVE

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kridom
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Cara Buteo, così mi inviti a nozze :-).
Ci sono due considerazioni che mi sono venute immediate durante la lettura di questo articolo, la prima è emimentemente epistemologica, queste due riviste dovrebbero rappresentare la best practice (cioè il miglior livello a cui tutte le altre dovrebbero tendere) ma hanno abbassato il livello di rigore nella peer review durante l’emergenza Covid. Non mi sembra una garanzia di sicurezza, anzi direi che proprio loro non dovrebbero farsi prendere dal “panico” o dall’ansia di pubblicare subito qualcosa sul Covid, altrimenti il livello da scientifico diventa simile a gossip o a logiche commerciali da “instant book”.
La seconda amara considerazione riguarda lo stato della ricerca e i conflitti d’interesse. Purtroppo gli Stati tagliano le spese per gli investimenti sul futuro (ricerca, scuole e infrastrutture) per dare benefici di vario genere che possano aiutare i governi ad ottenere consenso nel breve periodo. Tralasciando considerazioni ulteriori su come siamo bravi a farci male da soli, alla fine ne consegue che lasciamo che siano prevalentemente i privati a finanziare la ricerca. Inoltre, non tutti gli scienziati e ricercatori sono sempre trasparenti nel dichiarare eventuali conflitti d’interesse per i finanziamenti ricevuti dalle case farmaceutiche e, quindi, è difficile avere una ricerca davvero totalmente libera.
Ciò non significa che si debba buttare il bambino con l’acqua sporca, cioè non vuol dire che le aziende farmaceutiche ci fanno assumere farmaci dannosi e inefficaci per arricchirsi, però ci sarebbero dei miglioramenti che si potrebbero ottenere se la politica incrementasse i fondi per la ricerca scientifica evitando di pensare al piccolo dividendo elettorale per la prossima elezione.
E voi che ne pensate?

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