Rispondi a: LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS TRA DATI OGGETTIVI E OPINIONI SOGGETTIVE

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Buteo
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A fine aprile il virus ha iniziato a recedere e i malati di coronavirus a guarire, ovvero abbiamo assistito al progressivo svuotamento dei reparti Covid e delle Terapie Intensive. Ci siamo attivati. Il popolo italiano si è mostrato responsabile, adattandosi alle disposizioni imposte dal lockdown, e i risultati sono evidenti.
Che il virus abbia receduto è certo. Che ne è quindi di lui? Dai media ci giungono informazioni ammansite e confondenti. Il virus è mutato? Sì, come ovvio per un virus a RNA a diffusione pandemica, che si diffonde e contagia perché si replica vorticosamente e si replica vorticosamente perché si diffonde e trova terreno fertile (gli umani) da contagiare. Nessun dato indica una sua diminuita potenzialità offensiva. Perché allora non vediamo oggi la malattia come l’abbiamo conosciuta nei mesi di marzo e aprile? Ne ha dato una chiara spiegazione il prof. Andrea Crisanti in un’intervista a una rivista medica del 24 giugno, di cui riporto uno stralcio “Dallo studio di Vò Euganeo abbiamo capito che più il virus si replica, più la carica virale aumenta: Tizio s’infetta con una carica virale bassa, però, se Tizio sta in mezzo a un nucleo di persone, ne infetta altre che, a loro volta, sin dal quarto giorno reinfettano nuovamente Tizio il quale nel frattempo non ha avuto modo di produrre gli anticorpi. Ne consegue che Tizio, caricato di una carica virale sempre maggiore, incomincia a infettare altri.” E’ quanto succede quando non si attuano misure protettive (distanziamento e dispositivi di protezione individuale), che necessariamente devono coinvolgere tutta la popolazione, ragazzi e bambini compresi. Infatti, prosegue Crisanti “Non è vero che s’infettano prevalentemente gli anziani: è esattamente il contrario. S’infettano primariamente i giovani che trasmettono la malattia quando entrano in contatto con le persone più vulnerabili.” Significa che i giovani (e i bambini?) s’infettano e verosimilmente non si ammalano (sappiamo che l’80% degli infetti è asintomatico o pauci-sintomatico) ma trasmettono l’infezione. E ad ammalarsi sarà, com’è accaduto, la fascia più fragile della popolazione, quindi anziani e soggetti con malattie preesistenti. Ma non dimentichiamoci che la malattia si è manifestata in forma anche grave in giovani adulti, in ragazzi e bambini, che sicuramente sono stati protetti dalla tempestiva chiusura di scuole, asili e luoghi di aggregazione.
I nostri Maestri da sempre ci trasmettono come ogni risultato debba essere ‘fissato’, che nulla è per sempre. Sappiamo come anche per noi siano possibili passi indietro e come ogni traguardo richieda impegno per essere mantenuto e, possibilmente superato. Ci invitano a essere costantemente attivi e prudenti, a non abbassare la guardia.

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