Rispondi a: La Scienza Ermetica nelle Arti

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Nicolò Parisotto
Partecipante
Post totali: 10

Un buongiorno a tutti! E un ringraziamento per le vostre risposte!
Rileggendo la mia conclusione effettivamente è poco chiara e fonte di equivoci quindi proverò a spiegarmi meglio (anche se oggi ho un forte mal di testa che non mi permette molto di concentrarmi!) innanzitutto intendevo per ‘arte’ tutto ciò che rimandi all’oggettistica come dipinti, scultoria o componimenti scritti, non considerando il suo significato come aggettivazione di un qualcosa “fatto a regola d’arte”. La mia deduzione che l’arte non può essere espressione ermetica probabilmente è vera solo in parte o comunque solo in alcuni casi e necessita di chiarimenti.
Quando si ha l’ermes? Quando si realizza? Credo quando svolga la sua funzione principale di messaggero tra le altre divinità, fungendo da intermediario, da un mezzo, questi messaggi non li crea lui però. Mi vengono in mente due esempi presi dalla letteratura, il primo è nell’Asino d’oro quando Venere si reca da Giove per “valersi della voce stentorea del dio Mercurio” e della sua funzione di banditore. L’altra è nell’Odissea quando Ulisse nell’isola di Ogigia viene visitato da Mercurio che gli reca un messaggio da parte di Giove. Sarebbe interessante un confronto tra Ermete e Mercurio, ricordo di aver letto in un commento nel quale si diceva di non confonderli, sinceramente non saprei in cosa si differenziano! Ma comunque dai due commenti scritti sopra, Ermete o Mercurio da solo è insufficiente ed ha bisogno di altre divinità che lo comandino.

Tornando all’arte, può allora esserci espressione ermetica in un oggetto? Prendiamo un esempio interessante, quello che Kremmerz chiama la lettera-lumi, per esempio quella che ha scritto datata 1908. Qui si ha una parte scritta che è la lettera e poi un’altra che è “lumi”, quindi è sia tradizione scritta ma anche luminosa, allora quando si verifica e si può ottenere? Credo che la risposta sia nel conoscere i soggetti cui è rivolta con le relative modalità utilizzate e le finalità volute. Se difatti il messaggio è arrivato ai destinatari a me è arrivato ben poco!
Prenderei un altro esempio, parlando per immagini mi è venuto in mente il Chorus Philosophorum (pag. 249 vol.3 S.M.), qui abbiamo in parte una figura che viene definita mercuriale, si tratta di un disegno con molte scritte latine quindi c’è tutta l’arte di cui scrivevo, disegno e scritti. Ma quando si realizza la trasmissione dell’Ermes? Non forse quando un maestro lo spieghi? Forse anche attraverso il “nosce te ipsum” si può raggiungere questo metodo ermetico appunto, ma quanto lontana sembra essere!

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