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garrulo1
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Mi sono riguardato il post a cui fa rimando BELL del gennaio 2018, a proposito delle funzioni dei neuroni a specchio. Proprio oggi questo bellissimo post mi fa porre una domanda: tale funzione a specchio, facente capo ad una determinata area cerebrale cd. Insula, è una prerogativa dei soli esseri umani oppure parte da un certo punto in poi della scala zoografica? Proprio in questi giorni sto rivivendo un’esperienza bellissima. Una quindicina di anni fa, una coppia di colombacci nidificò sulla magnolia lato ovest della casa, ero molto attento a non disturbarli non potando assolutamente la folta pianta, la nidiata andò a buon fine e allevarono un solo piccolo ma bellissimo, paffuto e “selvaggio” ovviamente. Negli anni a seguire, più coppie hanno solamente girato intorno alla casa ed alle piante, ma assolutamente non più nidificato. Dalla settimana scorsa ho notato una coppia costantemente presente in giardino, sulla recinzione o su piante basse di rosmarino e lavanda che hanno molti rami secchi, poi ho compreso: raccoglievano freneticamente ramoscelli per costruire casa su di un leccio bello folto lato ovest dell’abitazione. Ma quello che mi fa mettere in relazione quanto detto, a quanto scritto da BELL, sta nel fatto che, quando utilizzo l’ingresso da quel lato cortile per entrare o uscire di casa, mi avvicino parecchio al leccio, ed ho notato che entrambi gli sposi, mentre magari sono a terra in cerca di materiale per il nido, appena sentono rumori in vicinanza volano sulla recinzione guardando nella direzione opposta al leccio, ma, se a mia volta procedo piano e senza guardarli, anche a pochissima distanza per un selvatico d’eccezione come il colombaccio, non volano via e pian piano si rigirano sulle zampe, volano a terra dalla recinzione e riprendono il da farsi appena io sono rientrato in casa. Se invece gli incrocio lo sguardo, via come le lepri (anzi, come i colombacci). Quindi, come precisa BELL, questa capacità di comprendere il comportamento di altri esseri con cui entriamo in contatto, in maniera spontanea e non attraverso un ragionamento, determina modalità e qualità di ogni interazione, e, a quanto mi pare di comprendere, è anche alla base dell’espressione di una qualche forma di empatia. Sul piano soggettivo, nutro questa emozione senza mezzi termini verso i colombacci, mi viene sinceramente da dire verso cotanta bellezza, e mi domando se possa, con modalità diverse ma sempre con la stessa impronta, primo attrarli in qualche modo, e poi anche essere in qualche forma “reciproca”, fisiologia dell’animale permettendo.
Ancora una buona domenica a tutti.

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