Rispondi a: La foto del secolo: il buco nero

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garrulo1
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Il video postato ieri da Mara sulla volpe dei Sibillini, mi rallegra da un lato e mi rattrista dall’altro. Sicuramente siamo in presenza di una Signora Volpe molto affamata, forse con cuccioli in tana ma con poco latte viste le mammelle troppo in rilievo per quanto riesco a scorgere, forse ancora rimasta sola per la perdita del compagno caduto vittima di qualche disgrazia, evenienza sempre presente in Natura. Aspetto positivo è la botta calorica della merendina che apporta zuccheri e carboidrati più che mai utili nella contingenza. Aspetto negativo, la totale perdita di timore nei confronti dell’uomo, che per la volpe allo stato brado deve sempre e comunque rappresentare una qualche forma di pericolo, dalle doppiette, alle esche, alle trappole. Definirei questa bella signora “imprintata”, forse ha avuto esperienze di vicinanza all’uomo in passato in qualche modo, oppure, e glielo auguro se così non è, una estrema espressione di mancanza di cibo che la spinge verso un essere che potrebbe potenzialmente nuocerle, ma l’amore per i pargoli nella tana la spingono ad un rischio estremo pur di trovare cibo e in questo momento convertirlo in latte. Per altri versi è il rischio estremo che la pernice bianca di montagna, quando una volpe si avvicina troppo al nido costruito a terra in anfratti coperti da idonei cespugli, si finge ferita ad un’ala facendosi avvicinare molto oltre la distanza di sicurezza, per distrarre il predatore dalla traiettoria precedente attraendo su di sé l’attenzione, come al solito, a qualunque costo. Qui, inutile dirlo, faccio il tifo per la pernice, anche se, in Natura, la componente tifo, il buono, il cattivo non esistono, è una estensione emotiva tipicamente umana, esiste solo l’istinto a cui ogni specie, secondo il proprio impianto genetico, è ineluttabilmente agganciata.
Un caro saluto ed una buona domenica a tutti

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