Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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garrulo1
Partecipante
Post totali: 325

Grazie Guglielmo Tell, come al solito il tuo video è bellissimo, bello e pieno di significati racchiusi nelle Opere d’arte che ci invii. Guardando scorrere i filmati, e subito dopo leggendo i commenti, in particolare mi colpisce quanto scrive m_rosa, che sottolineando il carattere di transitorietà di queste creazioni, stupende ma esposte alle mareggiate, alle intemperie, ci ricordano di non affezionarci mai troppo alle nostre creazioni, qualunque esse siano, tendono inevitabilmente a solleticare gli ismi. Avevo seguito un ciclo di conferenze quando anni fa venne a Torino un importante Monaco Buddista, mi pare il Vice, se così si può dire, dell’allora ed attuale Dalai Lama. Ebbene, al termine dell’ultimo incontro, alcuni monaci si avvicinarono allo stupendo Mandala che avevamo visto completare incontro dopo incontro, e come atto finale lo scomposero riportandolo ad un cumulo di sabbia colorata, tra lo stupore di tutti. Solo tempo dopo, compresi che si trattava di una modalità pratica per far comprendere l’importanza di non legarsi alle proprie creazioni materiali, e la bellissima Opera fatta con arte e meticolosità in un attimo era andata distrutta, causa “l’impermanenza”, madre del costante movimento e del divenire nella Scuola Buddista.
Ancora una buona domenica a tutti

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