Rispondi a: LA PANDEMIA DA CORONAVIRUS TRA DATI OGGETTIVI E OPINIONI SOGGETTIVE

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tanaquilla9
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In questo tempo di pandemia circolano sui nostri cellulari, inviati da amici e familiari, comici WhatsApp che strappano un sorriso, sdrammatizzando le difficoltà dell’attuale situazione, e contribuendo in modo semplice a farci sentire vicini. Come in un gioco. Fra i tanti, in uno che è arrivato oggi, ho trovato delle curiose notizie, una pratica terapeutica popolare. Sembrerebbe che a Napoli San Gennaro si è fatto aiutare nell’ultimo millennio da alcuni co-protettori, circa 52, molti dei quali deputati ad una specifica malattia (!!). Fra questi Sant’Aspreno (I-II sec. d.C.) che guarisce il mal di testa. Fino all’introduzione dei farmaci contro l’emicrania i napoletani per sconfiggerla accoppiavano all’invocazione di questo santo (tutt’oggi in auge), la pratica di rasarsi a zero la testa e infilarla in un foro dove c’erano le sue reliquie, a via Sant’Aspreno, accanto alla Borsa nel Centro Antico di Napoli. Qui, inglobata nel Palazzo della Borsa, c’è ancora la cappella (VIII sec. d.C.) con l’altare sotto il quale v’è la cavità dove si infilava la testa. Ogniqualvolta poi i napoletani si lavavano i capelli, cantavano una canzoncina ispirata a questa pratica. Alcuni affermano che il nome Aspirina venga da Aspreno, perché sembra che la 1899 la Bayer si ispirò al santo per dare nome al nuovo farmaco.

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