Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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Anch’io amo osservare di nascosto tutti gli animali che volano, dal volo è più chiara l’osservazione dei fenomeni della natura, l’insieme e la semplicità di queste leggi. A volte mi capitava in passato di vederle in modo rigido, esistenti di per se, intrisecamente. Allora lo sguardo cadeva alla terra, agli esseri piccoli, ai lombrichi, agli insettini che di noi non sospettano neppure l’esistenza e questo mi ha fatto pensare alla libertà delle creature intelligenti, noi in primis che come specie abbiamo dimostrato di poter distruggere foreste, inquinare mari e terra; ma anche a noi che proteggiamo gli animali in difficolta ( come nel caso della LIPU di cui parlava garrulo), a noi che puliamo i mari dalle plastiche, a tutti coloro che operano come volontari ( quelli veri) in luoghi devastati dalle guerre.
Curioso pensare che anche noi come piccoli insettini, ignari di altri esseri immensi con la stessa potenzialità di scegliere se far saltare l’universo nostro o tenerlo in piedi, silenziosamente rispondessimo ad una volontà unica, una forza che è anche saggezza e che impera la vita per la vita.
La curiosità di queste riflessioni ispirate si trasforma in certezza ed esperienza, si modella e si forgia, con l’incontro della Miriam, dei suoi maestri e dei suoi numeri. Cadono come foglie da un albero gli orpelli, fantasticherie incluse, per fare spazio a un nuovo fogliame. Buon pranzo a tutti, con ogni bene.

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