Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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BELL
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Buonasera a tutti, stasera non vorrei parlare di risultati scientifici ma vorrei farvi partecipi di alcuni piccole riflessioni personali. Da più parti si avverte una sofferenza o meglio una insofferenza a questi due mesi di “astinenza “ dal comune senso delle abitudini della vita profana in cui eravamo calati.
Calati a tal punto che solo un evento improvviso, spiazzante, drammatico per tanti aspetti come questa Pandemia poteva sottrarci a questo senso comune relazionale, lavorativo ecc. riportandoci necessariamente ad un rapporto con noi stessi. Così mentre il teatrino degli esperti (virologi più o meno conosciuti, scienziati improvvisati esperti di tutto e di niente, opinionisti che dettano ricette invincibili) ha iniziato e continua i suoi spettacoli, personalmete come un film che annoia ho girato canale. Se ci pensiamo bene è stata ed è un’occasione d’oro per fare bilanci, per cercare di capire dove siamo e cosa vogliamo fare veramente, per comprendere i nostri rapporti famigliari, le nostre attività lavorative e come abbiamo impostato i rapporti al suo interno, le cose futili e quelle realmente importanti, insomma per disporre i vari tasselli del puzzle in ordine tra loro. Si è potuto dare una scaletta delle vere priorità per il nostro essere; tutto questo approfittando del fatto che il continuo e assillante ronzio o meglio rumore della società esterna improvvisamente era cessato. In questo rapporto con noi stessi a volte hanno parlato le nostre sovrastrutture e allora abbiamo avuto momenti di “astinenza” altre volte il nostro essere più profondo ha lanciato messaggi della ricerca e della necessità di quel nutrimento che è poi il motivo per cui in maniera più o meno cosciente abbiamo deciso di partecipare a questo “grandioso progetto” al momento della nostra iscrizione alla Schola. Il nostro essere ci ha spinto a frequentare il forum, a rileggere i corsi e tutto il materiale offerto nel sito con estrema generosità dalla Delegazione, perché e li che ritrova la sua famiglia profonda, e lì che trova quel nutrimento che lo riequilibria nei momenti di paura, di incertezza, che ognuno di noi ha provato in questo periodo particolare. Dentro il sito ci siete tutti voi, tutte le Gerarchie, anche se non stiamo insieme fisicamente. Adesso ci aspetta una prova faticosa e difficile: sapremo mantenere questo rapporto con il nostro essere anche quando si accenderanno i riflettori accecanti del senso comune delle abitudini della vita sociale? Avremo la forza di confermare la scaletta delle priorità dettata in questo periodo? Ci vorrà volontà ferma e umiltà perchè solo così potremo continuare a ricevere quel nutrimento che ci permetterà di superare gli ostacoli che si presenteranno e non saranno pochi, in parte dettati anche dalle nostre abitudini spesso viziate da difetti ormai radicati in noi. Per concludere il mio pensiero corre, affettuoso e anche un po’ commosso, a tutti quegli che, nel momento più critico, non hanno avuto la possibilità di essere curati con gli strumenti idonei. Il mio è solo un pensiero e non vuole essere un giudizio, però personalmente ritengo che la Salute va “conquistata” ma l’essere curati nel modo migliore possibile è un diritto per qualsiasi essere umano.
Per stasera mi fermo qui visto che, per il mio carattere piuttosto introverso, siamo andati molto oltre ma per quello detto prima ho sentito il bisogno di partecipare a voi le mie riflessioni.
Un abbraccio a tutti/e

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