Rispondi a: ECCE QUAM BONUM ET QUAM IUCUNDUM HABITARE FRATRES IN UNUM

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garrulo1
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Colgo l’input del post di G_B di ieri per alcuni spunti nel merito. Le 3 massime di questa leggenda ebraica, che personalmente sempre ricordo sul piano razionale, quindi mnemonicamente, ma a volte, purtroppo, capita di cascarci nel pieno del meccanismo galeotto, una volta perché magari con un po’ di nostalgia penso a momenti particolari del passato, altre volte mi rendo conto che sto desiderando una determinata realizzazione anziché agire con volontà, altre volte ancora ci scappa anche qualche pensiero praticamente impossibile. Credo però che sia importante diventarne il più possibile consapevoli di questo meccanismo, in modo da riconoscere immediatamente il nemico e “acchiapparlo per i capelli”, prima che il pensiero distorto prenda troppo corpo. Quello che personalmente ho notato, che attivando ogni volta che mi è possibile questo procedimento, il pensiero alterato rientra immediatamente, e credo in questo modo si fa ogni volta un’operazione di pulizia. D’altronde, qua e là nei suoi scritti, il Maestro Kremmerz ha indicato una precisa sequenza utile ad un costante lavorio di purificazione a tutto tondo: 1) buoni pensieri, dopodiché sarà più semplice avere 2) buone parole, infine (3) le buone opere pare proprio che arrivino da sole, in quanto già preparate nelle due prime fasi.
Un caro saluto ed una buona serata a tutti.

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